28 febbraio 2010

Rivoluzione/2

Che anche i partiti siano chiamati a rispettare la legge?
Se il Pdl alla fine non potrà presentare la lista nella provincia di Roma, o meglio, se i vari appelli di questi piagnucoloni ora e arroganti prima si decreteranno in un nulla di fatto, potrò cominciare a pensare che viviamo in un paese normale.
Non so se sono pronta a un'idea così rivoluzionaria.



26 febbraio 2010

Rivoluzione in lista

Dopo l'appello fatto su questo blog:
Sarebbe bello se i ragazzi del Popolo della Libertà, quelli lombardi, quelli che credono nel loro leader, venissero fuori, dicessero come la pensano: se si rispecchiano nelle candidature alle regionali, soprattutto per il listino, che è il posto sicuro per eccellenza.
Ecco spuntare fuori la prima voce del dissenso contro la candidatura di Nicole Minetti, soubrette prediletta dal Berluska e nel listino di Formigoni. E' Sara Giudice, 24 anni, consigliere di zona a Milano per il Pdl:
Cosa c’entrano le soubrette con il consiglio regionale della più importante regione d’Italia?
Non so più se faccio bene a proseguire il mio lavoro impegnandomi quotidianamente. A me pare infatti che altrove i giovani crescano e abbiano spazio. Mi piacerebbe che anche il partito in cui lavoro e che amo credesse in me e nei giovani che davvero si impegnano e fanno un serio percorso di militanza.
Anche quando si parla di dare spazio alle donne, mi chiedo quali siano le donne a cui pensa il nostro partito e se la tanto citata meritocrazia valga per tutte o solo per qualcuna.
Sara ha sfondato il tabù per cui nel Pdl non ci sarebbe dibattito, che tutti eseguirebbero a testa china quello che detta il leader.
Ora sta a voi fare la rivoluzione.
Grazie a Luigi Rinaldi per la segnalazione



C'è bisogno di culo?

Per chi è un cultore della materia, è superfluo dire che quel sigaro è di Tinto Brass e quel culo è per i suoi manifesti elettorali in Veneto, candidato con la lista Bonino-Pannella:
W il sedere, abbasso il potere!
Non mi scandalizzano certo i festini di Berlusconi, i trans di Marrazzo, i massaggi di Bertolaso - spiega - quanto l’ipocrisia di chi quelle cose le fa e poi nega di farle, o le sa ma se la prende con le tresche sessuali piuttosto che con quelle affaristico-politiche di cui le prime sono solo la ciliegina sulla torta...
Filosoficamente il culo è laico, è l’anticoncezionale per eccellenza e, in quanto assolutamente naturale, in linea perfino con i precetti della Chiesa cattolica
Nonostante il grande apprezzamento per la cultura e la rottura di Tinto Brass nel panorama italico, mi (e vi) chiedo: ma questa volta c'era proprio bisogno di candidare Tinto Brass?
Per carità, le candidature non vanno giudicate con un "bisogno". Ma non riesco a trovarne il senso politico, quello scandalo necessario che con 20.000 preferenze fece andare Cicciolina in Parlamento con i Radicali nel 1987.
Ecco, non vorrei che fosse un amarcord di quegli anni.


24 febbraio 2010

La Nicole

Una chiamata che ti fa cadere dalle nuvole: "Giulia, non mi commenti la Nicole?". Chi?! "Dai, la Nicole, quella di Rimini che è stata messa nel listino di Formigoni, che è quindi sicuro che diventerà consigliere regionale. Dai, l'igienista dentale del Berluska!".
Oddio, è Nicole Minetti "la Nicole"?
Succede in tutte le città di provincia che anche se non ci si frequenta ci si conosce un po' tutti, perché si fa parte del giro, più o meno si frequentano gli stessi posti.
E questa "Nicole" è un nome che ho sentito tante e tante volte.
Vi garantisco: non l'ho mai sentito pronunciare per comizi, tavoli o raccolte firme per iniziative politiche, bensì per tutt'altro.
Ma sono costretta a fermarmi qui, perché il suo desiderio è stato esaudito:
Potreste smettere di pubblicare le foto di quando ho lavorato in tivù?
E così è stato: mi si dice che su di lei ci fossero un sacco di video interessanti, uno addirittura pubblicato su Patatina Vip forum. Tutto cancellato il giorno stesso dell'annuncio della sua candidatura.
Questa ennesima candidatura "calata dall'alto" (eufemismo) non dovrebbe sorprendermi più di tanto, come mi ha anche detto qualcuno, visto che ormai ci abbiamo fatto il callo, che poi ci sono quelli che rubano e che prendono le mazzette, quindi che vuoi che sia.
Invece non è così. Quando la questione ti tocca più da vicino, quando entra un po' nella tua vita, percepisci l'ingiustizia sulla tua pelle. Rimani incredulo di fronte a tutte le persone appassionate di politica, che amano andare in piazza o che sentono una scossa dentro quando mettono a segno un'iniziativa politica, quando riescono a portare a casa un risultato, anche minimo, che ancora una volta sono state messe da parte, scansate, per fare spazio all'ultima prediletta.
Queste sarebbero le liste "pulite"?
Sarebbe bello se i ragazzi del Popolo della Libertà, quelli lombardi, quelli che credono nel loro leader, venissero fuori, dicessero come la pensano: se si rispecchiano nelle candidature alle regionali, soprattutto per il listino, che è il posto sicuro per eccellenza.
Se succedesse, sarebbe lecito coltivare una speranza per uscire dal baratro in cui siamo piombati. Al momento, non è concesso.



22 febbraio 2010

Tele unica di unico pensiero

Non molti lo sanno, ma la mia primissima esperienza in tv è stata dal dicembre 2008 al giugno 2009 a Red tv.
Cominciò per caso, lo stesso caso con cui cominciai successivamente Annozero. Ai tempi ero candidata alle primarie dei Giovani Democratici, e al primo confronto fra i quattro candidati, trasmesso proprio da Red tv (ai tempi ancora Nessuno tv) era presente il direttore, o meglio, l'ex direttore, Claudio Caprara. Alla fine dell'incontro mi disse: "Se perderai alle primarie considerati arruolata in un programma a Red tv".
E così fu. Due giorni dopo la sconfitta ricevetti la chiamata del direttore: "Quell'offerta è ancora valida". E così cominciai "Punto G", il mio programma settimanale sulla politica, grazie all'aiuto dei ragazzi di Ops, che preparavano il contributo video iniziale.
Ero totalmente libera di parlare di ciò che volevo, invitare chi preferivo, e gestirmi la puntata come più mi piaceva. Fra i tanti temi: prostituzione, droga, nonviolenza, un mondo senza macchine, staminali, finevita. Totale libertà. Come in libertà scelsi la mia sigla, di cui vi ripropongo sopra il sonoro.
La mia esperienza finì nel giugno 2009.
Quella di Red tv finirà questa settimana.
Dal blog di Mario Adinolfi:
una lezione a chi ci proverà dopo di noi: io, infatti, resto convinto che lo spazio per una televisione di nicchia che parli al popolo delle primarie ci sia. Non credo debba essere una tv di partito, deve essere una tv di area, per questo la scelta del Pd di puntare su YouDem (cioè una tv finanziata direttamente e direttamente controllata, con tutto ciò che questo comporta in termini di libertà editoriale) sia un errore strategico. L'errore, più complessivo che riguarda i dirigenti del Partito democratico (Massimo D'Alema e i suoi seguaci in primis) è che si debba far prevalere sempre l'affidabilità dell'appartenenza alla libertà della competenza, il grigiore dell'esecutore all'intelligenza del fantasista, l'obbedienza al merito. E' un limite, il limite più forte del post-comunismo: il non sapersi veramente e radicalmente mettersi in discussione, avendo una pretesa di verità totalmente disattesa dai fatti. Tutto questo emerge dalla triste fine di Red Tv. Insieme ai guai del dualismo D'Alema-Veltroni, la palla al piede sempiterna dei democratici.
Per carità, da liberale quale sono, il fatto che con i soldi pubblici si finanziassero non una, ma ben due televisioni di partito, come minimo fa sorridere (se non indignare).
Ma se fra queste due quella destinata a chiudere deve essere la più plurale, aperta al dissenso e quindi, in teoria, più in linea con quello che dovrebbe essere un vero partito democratico, beh, significa che ci troviamo di fronte alla solita scelta all'italiana.
Un gran peccato.


Attacchinaggio (selvaggio) infantile

Domani la Camera darà l'ok definitivo al decreto milleproroghe, che contiene il condono ai manifesti abusivi: i partiti, anziché venire multati per il danno effettivo, potranno pagare 1.500 euro forfettari per ogni provincia imbrattata.
Sembra che però ai partiti non basti rovinare le nostre strade e piazze, e in questa corsa all'occupazione di tutti gli spazi liberi, compresi quelli della società e dell'economia, ci vadano di mezzo i più deboli.
Finisce così che ad attaccare i manifesti elettorali di coloro che dovrebbero essere i primi a rispettare la legge, i promotori della legalità, coloro che danno l'esempio, sono dei bambini, come nel caso della foto sopra scattata dalla sottoscritta.
L'episodio è raccontato sul sito di Italia Futura, che si è fatta promotrice della denuncia politica, necessariamente parallela a quella inoltrata alle istituzioni preposte.
Ora, ai manifesti abusivi ci siamo tutti un po' assuefatti, e oltre ai Radicali e a qualche comitato esasperato di pulizia fai-da-te, non si vedono altri pronti a stracciarsi le vesti per un'illegalità paradossale, visto che sono i partiti stessi a commetterla e ad autocondonarsela.
Questa volta però la questione è diversa: c'è di mezzo un bambino, e sarebbe bene che i soggetti in questione prendessero le distanze e controllassero un po' di più le aziende cui commissionano l'attacchinaggio.
Un appello al Partito dei pensionati, coinvolto in questo episodio, e a tutti i partiti, se hanno ancora voglia di ascoltare le lagnanze dei poveri cittadini.


21 febbraio 2010

Sono un privilegiato: ce l'abbiamo più grosso noi


Marco Rubio, 38 anni, ex giocatore di football, stella nascente del Partito conservatore e candidato al Senato americano per lo stato della Florida (elezioni mid-term a novembre).
Sono un privilegiato: sono cittadino dell'unica migliore nazione di tutta la storia dell'umanità. 
I nostri principi vengono da Dio, non dalla nazione. Principi che riconoscono che visto che siamo tutti figli di Dio, tutte le vite sono sacre, in ogni loro fase.
Nonostante tutti i problemi che abbiamo, in quale altra nazione vorreste vivere? Fate mente locale: quand'è che avete mai sentito al telegiornale che una barca di rifugiati americani ha raggiunto le coste di un altro paese?
La classe politica non è mai stata così lontana dalla gente. Le elezioni di novembre sono un referendum sull'identità della nostra nazione.
Standing ovation per il passaggio:
Dobbiamo combattere chi vuole l'America un membro remissivo della comunità internazionale.
Obama, tieni duro, fallo anche per noi.


Meno male


Meno male che c'è Carla Bruni
Il problema non c'è
se si parla di te.
E meno male che fra i due è stato Cristicchi ad averla vinta a Sanremo.


19 febbraio 2010

Mi avete rotto: sul serio

L'uomo che vedete sopra si chiama Joseph Stack. Dopo aver dato fuoco alla sua casa, ha rubato un aereo e si è schiantato contro l'ufficio delle imposte del Texas, provocando un incredibile incendio dell'edificio.
Su internet ha lasciato i suoi ultimi pensieri:
Se stai leggendo questo, ti starai certamente chiedendo: "perché è dovuto succedere?" [...] Ci hanno insegnato sin da piccoli che senza le leggi non esisterebbe la società, soltanto l'anarchia. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello in questo paese, e ci hanno fatto credere che di rimando alla nostra dedizione e al nostro servizio, il nostro governo avrebbe assicurato la giustizia per tutti. Ci hanno fatto credere che in questo paese c'è la libertà, e che bisogna essere pronti a dare la propria vita per i principi dei nostri Padri fondatori. Ve lo ricordate? Uno di questi era: "no taxation without representation".
Posso dire con una certa sicurezza che nella mia vita non c'è mai stato un politico che abbia votato pensando a me o al mio interesse.
Tutto è cominciato quando sono incappato in un gruppo che discuteva di tasse. Sono finito in una sezione che dibatteva delle fantastiche esenzioni che hanno reso istituzioni come quella volgare e corrotta della Chiesa Cattolica così terribilmente ricca [...]. Questo periodo della mia vita mi ha fatto capire per la prima volta che vivevo in un paese la cui ideologia è basata su una totale bugia.
Paradossalmente, dopo tutto quello che avevano combinato, il Governo ha deciso di aiutare le compagnie aeree con miliardi di dollari presi dalle nostre tasse... Mentre mi lasciano ammalare e morire e salvano i più ricchi e incompetenti amichetti con i miei soldi!
Mentre vi invito a leggere le sue (illuminanti quanto disarmanti) memorie per intero, mi chiedo cosa avrebbe combinato questo signore se anziché americano fosse stato italiano: se per quello che lui denuncia gli è bastato incendiare casa sua e l'ufficio delle imposte con un aereo rubato, cosa gli ci sarebbe voluto per le nefandezze che succedono dalle nostre parti?


Risarcimento per Minzolini (a noi)


Ma chi è questo Augusto Minzolini, che si è inventato l'editoriale del Tg1 come spazio di propaganda di stato, e che da ultimo ha avuto il coraggio di dire che da tutta l'indagine sulla Protezione civile, ne emergerà che
l'immagine del paese subirà un altro colpo e alla fine della storia anche noi italiani non avremo nessun risarcimento
?
l' articolo, nella parte in cui attribuisce a Violante dichiarazioni su Dell' Utri, fu frutto di impressioni soggettive determinate da malinteso all' interno di una conversazione su altro soggetto.
forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte.
Con questo popò di curriculum, le sue dichiarazioni su Bertolaso non fanno una piega.
Con buona pace di Minzolini, infatti, non accomunerei il risarcimento che spetta agli italiani (di soldi loro, oltre che del diritto a essere governati da gente che non li voglia fottere ogni due su tre) è cosa un po' diversa dal "risarcimento" di Bertolaso, che se risarcimento dovrà essere, sarà da se stesso per essersi fatto raggirare da loschi figuri.
Al momento, l'unico risarcimento di cui non si vede neanche l'ombra è quello politico.
A dimettersi, infatti, non ci pensa proprio nessuno.



18 febbraio 2010

E parla, parla, parla...

Carlo ha la mia età. E' uno studente universitario, si sta per laureare in cinema, televisione e produzione multimediale. Sulle sue informazioni personali di Facebook si può leggere che la sua musica preferita è rock e pop e che il suo libro preferito è 1984 di George Orwell. Nell'ultima informazione, "su di me", c'è scritto: "sono un ragazzo affetto da SLA2 - scelorosi laterale amiotrofica familiare".
Per questa malattia, che ha anche suo fratello Marco, da due anni Carlo non riusciva più a parlare. E da due anni era in fila, in attesa del puntatore oculare.
Cioè, per chi non avesse ben capito, da due anni Carlo non poteva più comunicare da solo, ma doveva sempre rifarsi a qualcun altro. Dalla quinta elementare, come lui stesso mi ha puntualizzato, ha smesso di articolare le parole.
Da neanche due mesi, invece, Carlo può parlare con il mondo intero, attraverso il movimento dei suoi occhi.
Carlo, festeggiamo con te, augurandoci che chi è nelle tue condizioni, non debba aspettare anni come te, per una fila, una di quelle beghe burocratiche che a noi può innervosirci alla posta o in questura.
A te, invece, non permetteva proprio di esprimere quel nervosismo.



17 febbraio 2010

Una firma, per te


Per i grandi partiti sembra tutto così scontato, così semplice.
Per i piccoli non è così, o se vogliamo, per quelli che rispettano la legge non è così.
I Radicali in questi giorni si stanno sudando a una a una le firme per candidarsi alle elezioni regionali in ogni provincia italiana. Non è detto che ce la facciano.
Per questo voglio riportare nel mio blog, quindi visibile a tutti, una mail che ho mandato ad alcuni amici riminesi, cioè ai miei amici di infanzia.
Per farti capire cosa vuol dire credere veramente in una campagna politica, e per questo stare tutti i giorni sui marciapiedi, sul corso della città, distribuire a uno a uno i volantini, sperando che qualche cittadino torni indietro e ti lasci una firma al tavolino.
E per chiederti di dare anche tu una firma per la candidatura della lista Bonino Pannella. Soprattutto se non sei Radicale.
Ti contatto per una questione che mi sta molto a cuore: i Radicali rischiano di non potersi candidare nella provincia di Rimini alle elezioni regionali.

Tu dirai: sti cazzi! Invece no, è una questione che riguarda la nostra democrazia. Il problema è che per candidarsi occorre raccogliere un certo numero di firme in ogni provincia. Le firme devono essere autenticate, ergo ci vogliono gli autenticatori. La legge è talmente assurda che prevede che gli autenticatori siano i consiglieri comunali, cioè persone che rappresentano altri partiti, che quindi tutto hanno voglia di fare, tranne che di raccogliere le firme per un altro partito.

Io ti chiedo soltanto di firmare a uno dei tavoli che trovi sotto (oppure nell'ufficio del comune in orari da ufficio burocrate) per poi essere libero (e probabilmente lo farai) di non votare i Radicali. Ma almeno falli candidare, altrimenti in che cazzo di "democrazia" viviamo?

Inoltre, i Radicali riminesi sono da sempre impegnati nella campagna: Basta merda in mare. Almeno la denuncia dello schifo che buttano nel nostro Adriatico dovrebbe interessarti (no tourists, no party!):

Venerdì 19*
Rimini Corso d'augusto angolo via Gambalunga dalle 15,30 alla 19,00
Sabato 13*
Rimini Corso D'Augusto angolo via Gambalunga dalle 8,30 alle 19,00
Domenica*
Rimini Corso D'Augusto angolo via Gambalunga dalle 10,00 alle 19,00

*URP** **Comune Rimini*
tel 0541.704704 - 704111
*urp@comune.rimini.it*
*http://www.comune.rimini.it/servizi/guida_servizi/*



16 febbraio 2010

Siete donne... Oltre alle gambe nulla più

Silvio Berlusconi oggi ha presentato così le candidate alla Presidenza di Umbria, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana:
Abbiamo messo in campo un esercito di donne che sono gradevoli, brave e soprattutto donne.
Ma non vi sembra di assistere alla stessa scena di un paparino (e non ho detto papi!) che invita la figlioletta a sedersi sulle sue gambe per dirle: brava figlia mia, hai fatto tutti i compiti, ti sei comportata bene a scuola, quindi ti do un lecca-lecca?! [E vi ho proposto la scena più soft cui un comportamento del genere mi fa pensare].
Pensate che affermazioni di questo tipo potrebbero mai inverarsi con un Fitto, un Formigoni o un Galan?
Dopo le donnine utilizzate come merce di scambio per ottenere appalti (come sta emergendo dalle intercettazioni), dopo la battuta sugli sbarchi ("dall'Albania solo belle ragazze"), questa ennesima uscita riferita a donne impegnate in politica non può che farmi ritenere che la metà della popolazione italiana sia considerata dal Presidente del Consiglio come inferiore, pertanto sottorappresentata, titolare di meno diritti.
Perché le donne del Popolo della libertà non fanno sentire la loro voce? [Domanda retorica?]

P.S. Ma cosa significa, per una donna impegnata in politica, essere "soprattutto donna"?


15 febbraio 2010

Ovunque, tranne qui


Questo è il testamento biologico di Paolo Ravasin, affetto da sclerosi laterale amiotofrica, fatto un anno fa.
Ora Paolo Ravasin ha deciso che se necessario andrà all'estero per ottenere l'eutanasia.
Sì, perché come ha detto a Current tv:
Sarei felice d’incontrare un medico che mi togliesse il tubo, che mi facesse l’iniezione per addormentarmi e togliermi il tubo. Ma io non conosco nessun dottore che lo possa fare. Amici e fratelli non trovano il coraggio.
Evidentemente neanche i nostri politici trovano il coraggio, visto che ritengono più morale abbandonare queste persone, che liberamente scelgono di morire, al coraggio dei famigliari, che dovrebbero dare loro il colpo finale.
La politica, o meglio i partiti, come abbiamo visto anche in questi giorni, occupano qualunque sfera della vita dei cittadini, tranne quelle dove si chiede la loro presenza, proprio per questioni di vita o di morte.
Uno stato che ha il coraggio dell'abbandono, è uno stato codardo.


Informazione/comunicazione

Oggi Massimo Bordin in Stampa e Regime ha detto che la differenza fra comunicazione e informazione (che sta alla base delle controversie sugli aggiustamenti alla par condicio fatti dai Radicali) sta nel fatto che con il nuovo regolamento adottato dalla Commissione di Vigilanza Rai, le tribune politiche, anziché da persone sconosciute, verrebbero condotte dai vari Santoro, Floris, Vespa.
Se questo dovesse essere il pensiero che ha guidato la riforma, significherebbe che la considerazione che la politica ha del ruolo dell'informazione (e non della comunicazione) come funzionale per una sana democrazia è pari a zero.
Il che sarebbe molto preoccupante.




14 febbraio 2010

Binetti

La pagina più significativa del Pd.
Grazie a Dave



The bill, please

Mettiamo che non sia vero niente, che tutte le accuse nei confronti di Bertolaso cadano, che le varie Monica, Francesca, etc. non siano altro che massaggiatrici che gli curavano la cervicale.
Vi sembra normale, però, che il capo della Protezione Civile, che ha in mano dossier e autorizzazioni così delicati, non solo frequenti il centro sportivo del più grande beneficiario degli appalti alla Maddalena, ma che addirittura al telefono si accordi con lui per pagare il conto?
Non vorrei fare la moralizzatrice, ma un minimo di attenzione in queste situazioni ci vuole. Se Bertolaso aveva scelto il Salaria sport village perché non voleva frequentare le palestre "pariole", almeno poteva avere la decenza di pagarsi il conto alla cassa, come ogni mortale habitué di corsi di step e sollevamento pesi.
O in Italia, anche solo per pagare il conto di una palestra, bisogna conoscere il capo?
E poi, scusate, pure Bertolaso è caduto nella trappola dell'autoreferenzialità all'italiana:
Faccio le valigie subito se me lo chiede Berlusconi.
Come al solito, di noialtri, non gliene frega niente a nessuno.


12 febbraio 2010

Mariastella Obama


L'amministrazione Obama rileva che più ore a scuola sono:
una componente necessaria per la strategia della nostra nazione, che consiste nel togliere dalla povertà i figli delle famiglie più disagiate. Più tempo a scuola ha dimostrato infatti di migliorare i risultati accademici degli studenti che sono soliti rimanere indietro, come i non madrelingua inglesi.

Ah, ecco. Ora capisco perché la Gelmini ha diminuito, anziché aumentare, le ore passate a scuola.


Giudicare alla fonte


Quello che è venuto fuori ieri dalla puntata di Annozero è tanta confusione in merito a quanto accadrà ai programmi televisivi di approfondimento politico nei trenta giorni precedenti le elezioni. O meglio, a un certo ho pensato, dopo che il Presidente della Federazione nazionale della stampa continuava a leggere le dichiarazioni di Beltrandi, la Annunziata che continuava a dire che al settimo piano di viale Mazzini le avevano detto altro, che l'unica ad aver letto il regolamento uscito dalla Commissione di vigilanza Rai fosse la Bonino.
Allora, per fare un po' di chiarezza, visto che in Italia si fa sempre un gran parlare delle interpretazioni delle regole, ma mai della loro applicazione concreta, vi rimando al regolamento stesso, ma soprattutto alla spiegazione di quel regolamento che disciplinerà l'informazione nel mese precedente alle elezioni.
Eccone alcuni stralci:
Il regolamento è un ennesimo attacco alla libertà di informazione, a favore di Berlusconi?

Il regolamento stabilisce soltanto che le trasmissioni di maggiore ascolto non potranno invitare solo chi vogliono loro, dando più spazi ad un partito/leader o ad un altro a seconda dell’orientamento di ciascuna, il motivo per cui finora sono state condannate in ogni campagna elettorale, per decine di volte. I dibattiti tv delle presidenziali americane, le trasmissioni politiche più seguite al mondo, sono regolati nei minimi dettagli: dalla posizione che assumono i candidati (sul podio o seduti intorno a un tavolo), al tempo di risposta dopo ogni domanda, alla possibilità o meno di ribattere alle risposte del contendente, agli argomenti dei vari dibattiti. In occasione delle primarie, quando i candidati arrivano ad essere anche più di 6 o 7, sono invitati tutti su un piano di parità.

Le trasmissioni saranno ingestibili, con decine di partiti e partitini?

No, perché sono ammessi a livello nazionale solo i candidati Presidente ed i partiti che saranno presenti in un numero di Regioni che rappresentano almeno ¼ dell’elettorato coinvolto. I partiti non devono essere presenti tutti insieme ma anche distribuiti in più puntate.

I partiti minori saranno discriminati?

Sono stati il Partito Democratico, il PDL e la Lega, con un emendamento al testo del Radicale Beltrandi, a cancellare la presenza dei partiti non già presenti in Parlamento o non hanno ottenuto il 4% dei voti alle scorse europee dalle trasmissioni fino al 27 febbraio. Negli ultimi 30 giorni di campagna ci saranno invece, per la prima volta proprio grazie a questo regolamento, garanzie di parità di trattamento. Sono solo le regole a garantire la parità di trattamento di tutte le forze politiche. Nelle ultime 20 puntate di Annozero (da dopo le elezioni europee ad oggi) sono stati ospitati 38 esponenti politici. Pd e PDL insieme hanno avuto il 70% delle presenze. Italia dei Valori e Lega il 25%. Nelle ultime 19 puntate di Ballarò ci sono state 67 presenze di politici. Pd e PDL insieme hanno avuto il 73% delle presenze. IDV e Lega il 15%. E gli altri?

Mediaset e le altre tv private saranno invece libere?

No. La legge prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni faccia un regolamento analogo a quello della Commissione di vigilanza.

Cosa potrebbe accadere:

Annozero e Ballaro: mantenendo una sola puntata a settimana (quindi 4 ciascuna nei 30 giorni finali), potrebbero organizzare confronti tra partiti, 4 esponenti per puntate ad es. (come già fa Ballaro). Con due puntate settimanali ciascuna, potrebbero anche dedicarsi ai faccia a faccia tra Presidenti Regioni
Vespa, Santoro, Floris: potrebbero anche condurre le interviste ai leader previste per gli ultimi 15 giorni, in spazi ad hoc.



Te pareva


Questa mattina a Roma è nevicato.
Addirittura la neve si è attaccata sulle strade, di qualche centimetro.
La conseguenza?
Ovvio, autobus bloccati: vietata la loro partenza da piazza Mancini (quella che serviva a me).
Così tutti circolavano: auto, bici, motorini, camion. Gli unici a piedi erano, ancora una volta, gli utilizzatori finali degli autobus.
Fanno di tutto per farti passare la voglia.



11 febbraio 2010

Paradosso partitocratico

La delibera adottata dalla Commissione di vigilanza Rai mi ha colpita non solo in qualità di diretta interessata all'eventuale sospensione di Annozero nel mese precedente le elezioni, ma anche in qualità di radicale. Mi sono trovata nel programma fermato contro la sua volontà e nel comprendere (o nel tentativo di farlo) le motivazioni radicali che hanno spinto Beltrandi a presentare quel regolamento.
Sono arrivata a questa conclusione.
La motivazione di Beltrandi è chiaramente giusta e dovrebbe far riflettere tutti: il problema dell'informazione è fondamentale per una democrazia, e a tutti i rappresentanti politici dovrebbe essere garantito uno spazio equo in nome del pluralismo.
Sarà snaturata la licenza di arbitrio assoluto di cui i conduttori hanno goduto sino ad oggi.
Beltrandi ha ragione: i conduttori degli spazi di approfondimento politico non possono invitare chi quando e come vogliono i rappresentanti dei diversi partiti, ma dovrebbero conformarsi a delle regole, vista la loro responsabilità (tutti consci del fatto che l'80% degli italiani si informano attraverso la tv).
A questo punto bisogna chiedersi quale possa essere la soluzione. Eliminare quei programmi nel periodo sensibile pre-elettorale potrebbe esserlo?
Io non credo. Anzi, ritengo che nel mese precedente alle elezioni importanti non si possa sospendere il servizio pubblico dell'informazione televisiva, quello delle inchieste giornalistiche, quello che mette gli interlocutori politici di fronte a problemi e fatti reali del nostro paese.
Un esempio radicale, giusto per inquadrare la situazione: come fare per parlare dell'indecente condono compiuto dalla Lega Nord sui manifesti abusivi, ad oggi denunciato soltanto dal segretario di Radicali Italiani Mario Staderini?
Lo strumento che propone Beltrandi sono le asettiche tribune politiche, come tutto, soprattutto in questi casi, gestite dai partiti. Non starò a dire, come ha fatto Battista sul Corriere, che tanto non le guarderà nessuno, che allontaneranno i cittadini dall'informazione a causa della poca appetibilità delle stesse (anche se questo è un problema), e che significheranno un costo di milioni di euro in termini di mancati ascolti.
Quello che intendo è che a una degenerazione partitocratica (l'occupazione dei partiti dell'informazione, soprattutto in Rai) si risponde con un'ulteriore risposta da parte dei partiti, che vogliono non solo regolamentare, ma addirittura interrompere una trasmissione (perché non si può chiedere a un conduttore con il suo programma, con la sua linea editoriale, di snaturare tutto il suo lavoro e di mettersi a fare un passaparola fra partiti).
Quindi, il paradosso è che proprio chi si batte contro la partitocrazia sia costretto a utilizzare uno strumento partitocratico (la Commissione di Vigilanza Rai, organo composto dai rappresentanti di partito - parlamentari - e che dovrebbe controllare la Rai, cioè l'azienda gestita dai partiti) per garantire un'informazione libera dai partiti.
Un groviglio paradossale, non trovate?




Da donne, ve la sentite di votare una donna così?

Berlusconi al party Renata-Silvio:

Quando vedo le belle donne perdo il filo. Gli italiani sono tutti così, o preferite quegli altri, Marrazzo per esempio?

Maschilismo becero, sciovinismo a buon mercato, omofobia gretta: il tutto in una mirabile sintesi da osteria di sole 20 (dicasi venti) parole (compresi gli articoli e le preposizioni).

Una domanda alle donne del Lazio: ve la sentite davvero di votare una candidata che non si vergogna, ma al contrario sorride, dopo aver ricevuto un endorsement del genere?




10 febbraio 2010

In attesa

Non ho ancora avuto modo di ascoltare le motivazioni che hanno spinto Marco Beltrandi a votare la sospensione dei programmi politici nel mese precedente alle elezioni regionali, perché a Radio Radicale il suo intervento è stato molto breve e piuttosto descrittivo.
Aspetto quindi la conferenza stampa dei Radicali alle 16 di oggi, in concomitanza con quella della Federazione nazionale della stampa.
A prescindere, ritengo che la sospensione di programmi di approfondimento politico, che teoricamente (a ciascuno il proprio giudizio in merito) dovrebbero incalzare chi detiene il potere nel nostro paese, svolgere un ruolo di controllori sui politici, sia pericoloso per una democrazia che fa dell'informazione uno dei pilastri del bilanciamento e convivenza fra i diversi poteri che dirigono la vita dei cittadini.
Come potranno i partiti, che controllano le tribune politiche, a denunciare se stessi nel prezioso mese precedente le elezioni?



08 febbraio 2010

Giustizia su ordinazione

Il ministro Alfano ha fatto il punto sullo stato attuale delle "riforme" della giustizia nel nostro Paese:
  • Legittimo impedimento (approvato alla Camera, ora al Senato):
    non è una legge ad personam, né pone Silvio Berlusconi al riparo dalla giustizia.
  • Immunità parlamentare (al momento al vaglio del governo - non dei parlamentari):
    l'espressione immunità è diventata un sinonimo di illegalità. Questa equazione va smontata.
  • Lodo Alfano bis:
    stiamo studiando l'approdo migliore. Non siamo dell'idea di improvvisare una soluzione.
  • Processo breve:
    non ha nessuna urgenza di essere approvato, però abbiamo intenzione di mantenere saldo il principio che i cittadini debbano sapere il momento in cui si è condannati o dichiarati innocenti.
  • Ddl Valentino, che mira a modificare la legislazione sull'uso dei pentiti:
    sono contrario a un intervento sulla legislazione in materia di pentiti oggi perchè rappresenterebbe un segnale di allentamento della tensione nel contrasto della criminalità organizzata, tensione che invece noi stiamo tenendo alta.

Che il processo breve, dal fine condivisibile ma dalle conseguenze e metodi devastanti, fosse solo lo spauracchio da sventagliare contro chi era reticente all'adozione di immunità e lodo Alfano? Guarda caso è stato calendarizzato il legittimo impedimento, con tanto di fax per costringere i parlamentari Pdl alla loro presenza, ma del processo breve non si sente più parlare, se non in lontananza, come reminder.
L'unica cosa certa è che degli interessi dei cittadini, manco l'ombra.


06 febbraio 2010

Castrazione - della sinistra

Secondo Il Giornale sarà Paola Calorenne a vincere la giovanile dell'Italia di Valori nel congresso in corso.

Se è vero quello che dice la signora Berlusconi, che il premier è malato, sessuofobico, spinto da impulsi irrefrenabili, allora le consiglio la castrazione.
Ecco perché la sinistra perde e continuerà a perdere.


05 febbraio 2010

Da men


Chi non si sveglia con il suo "schiarimento di gola"?
"Suo" di chi?! Del signore qui sopra, il mitico Massimo Bordin! Un'istituzione. Non riesco a trovare altri commenti. Senza Stampa e Regime la giornata parte più spenta, meno ironica, un po' grigia. Infatti la mia parte sempre con. Anche stamattina, nel rientro da Caltanissetta.
Per questo ve lo regalo in questa bellissima foto (scattata dal Miao Romanciuc), grazie alla pubblicazione di Luca Nicotra.


03 febbraio 2010

"Valore" dell'artista

Art. 2 del regolamento di Sanremo 2010:
Le canzoni-artisti della sezione ARTISTI saranno scelte e invitate dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e da Antonella Clerici, che si potranno avvalere della consulenza del direttore d’orchestra degli autori del Festival secondo criteri che terranno conto della qualità e originalità delle canzoni, dell’interpretazione e dei requisiti, già menzionati, di contemporaneità, fama e valore riconosciuti degli artisti.
Valore in che senso? Valore etico, morale, oppure artistico?
No, perché se ci si rifà al valore artistico di un cantante (come sarebbe normale per il Festival della canzone italiana), la giustificazione del direttore generale Masi per l'eliminazione del reo confesso Morgan fa acqua da tutte le parti.
Vi immaginate, nell'ottica dei moralizzatori, che bel momento di tv italiana nazional-famigliare con Morgan che dice che la droga fa male, che è pericolosa e inutile, proprio come ha fatto nella sua smentita?
Ma tanto, non potevamo aspettarci altrimenti. Che Sanremo sarebbe stato senza questa ispezione sanitaria e indagine sui costumi ancor prima del suo inizio?
Sanremo è Sanremo.


Hurrà!

Questo blog pluralista e plurale ospita un mini-comizio di Renzo Bossi, neo-candidato al collegio provinciale di Brescia per la Lega Nord, quasi sicuramente futuro consigliere regionale alla giovine età di 21 anni.
Che sia intercessa la ministra per la gioventù Meloni, per dare finalmente un po' di spazio ai giovani?
Ecco, lo dicevo io che non era vero niente che lei se ne stava con le mani in mano.



02 febbraio 2010

E mo'?


Adesso cosa facciamo, li eliminiamo ad uno ad uno, una bestemmia dopo l'altra?
No, perché fossi stata io dentro la casa del Grande Fratello, dopo l'annuncio dell'espulsione di Massimo per una bestemmia da far ridere, avrei organizzato la bestemmia collettiva da ammutinamento del Bounty.
Anche senza la disobbedienza civile, però, è un fatto che gli italiani bestemmino. E se quella è la casa del reality, dove tutti si ammucchiano con tutti, si menano, etc., dovrebbero essere anche liberi di bestemmiare.
Perché altrimenti il reality va bene solo quando c'è da fare audience (con la scopata in diretta, ad esempio), ma se c'è da portare avanti una minima campagna culturale (la libertà di bestemmiare - sta poi alla sensibilità dei singoli ritenerla opportuna o meno), allora il Grande Fratello non può tirarsi indietro.
Perché il reality a metà non vale.
Peccato che non ne siano consapevoli i partecipanti, forse troppo impegnati a truccarsi o a ingellarsi i capelli.

*da Francesco Sciotto. Fortuna che ci sono i Radicali a mandare in onda tutto, "senza filtri, senza mediazione, senza veline!":



Berlunella

Marco Pannella:
Il problema più urgente, in assoluto, di politica internazionale, è oggi quello del Medio Oriente, quindi di Israele. Qualsiasi accordo di pace che dia al mondo arabo, non dico palestinese, ulteriori posizioni di forza finirebbe per rappresentare una ipoteca di guerra continua, anche civile.
Bisogna avere presente che Israele è la testa di ponte della democrazia, dei valori e delle istituzioni democratiche in quel subcontinente: la soluzione è che Israele sia, ad ogni effetto, rapidamente, uno degli Stati dell’Unione Europea, sicché il suo territorio, da quel momento, diventa territorio dell’Ue e le sue leggi possano essere assicurate anche sul territorio di Israele di fronte a un mondo arabo che le nega. O Israele, in breve tempo, diventa Stato dell’Ue o, l’unica alternativa, è che diventi nuovo Stato americano, una nuova stella.
Avevo espresso analoga convinzione nel 1986 per quel che riguardava la Jugoslavia di allora, rispetto all’Ue: non fui ascoltato. Adesso credo sia il momento di nuovo di dire questo. La difesa dello Stato di Israele è una pregiudiziale necessaria della politica internazionale di quello che ancora sono le democrazie occidentali.
Silvio Berlusconi:
Portare Israele tra i paesi dell'Unione europea



01 febbraio 2010

Chi ben comincia


Questa mattina ho avuto l'onore di moderare la videochat con Emma Bonino.
Sorprendente la risposta (oltre 500 utenti registrati) e interessantissimo il contenuto.
Ecco quello che ha detto Emma Bonino.
Sulla trasparenza:
La trasparenza è un programma di governo e un modo di essere, di vivere la politica.
In risposta alla critica lanciata su Facebook dall'on. Stefano Pedica, coordinatore della campagna elettorale in Lazio per l'Idv, sul suo viaggio in Europa durante la campagna elettorale:
Non ho sprecato alcun tempo, ma ho rinvigorito le idee che avevo per il rilancio del Lazio che deve risanarsi come amministrazione, diventare più efficiente, ma anche rilanciare uno sviluppo economico diverso da quello pensato. Sono stati tre giorni ben spesi, per rinfrescare le pratiche migliori esistenti in Europa. Ho alcuni rapporti internazionali che ho possono essere messi a profitto per la Regione. A Berlino, per esempio, ho analizzato la questione dei rifiuti e la loro gestione. Ho portato esperienza di pratiche: fare dei rifiuti un'economia dei rifiuti. Lazio grande regione d'Europa è un obiettivo da perseguire.

Sulle primarie:
Servono per selezionare un candidato, sono scettica sul suo utilizzo per cariche interne. In un sistema bipartitico le regole delle primarie devono essere per entrambi gli schieramenti.

Non c'eri? Ti sei perso un grande esperimento di trasparenza, m non temere: la programmazione andrà avanti per tutta la campagna elettorale, anche grazie alla web tv radicale.
Che possa essere l'inizio di un nuovo modello di governo?