28 febbraio 2011

Il Berlusconi cileno

Il Presidente-imprenditore del Cile Pinera, conservatore, sul conflitto d'interessi:
La legge cilena non mi obbligava a vendere nulla. L'ho fatto di mia iniziativa. Un anno prima di essere eletto avevo trasferito tutto a un blind trust. Avevo detto che se fossi stato eletto avrei venduto la linea aerea Lan e trasferito la tv a una fondazione no-profit, ma avrei tenuto la squadra di calcio, il Colo Colo, la mia passione. Erano le tre partecipazioni che più mi stavano a cuore. Ma poi ho deciso di vendere tutto, il che è avvenuto qualche mese fa. Il governo di centro-sinistra in vent'anni non ha mai regolato il conflitto d'interessi. Stiamo preparando una legge che si applicherà, in modi diversi, a presidente, ministri e deputati.
Sembra un altro pianeta, vero?


27 febbraio 2011

Berlusconi ti lascio. E aspetto il dopo

Leggetevi questa lettera che ho ricevuto e deciso di pubblicare. A me fa pensare che la speranza di una nuova classe dirigente coraggiosa, appassionata e non cooptata esista e sia sempre più vicina. Sta a noi avere il coraggio di concretizzarla.
Dopo 7 anni di militanza e di attività nel giovanile di Forza Italia e del Popolo della Libertà, mi sono sentito preso in giro da Berlusconi.
Credevo che si potesse realizzare la “rivoluzione liberale”, l’abbattimento delle tasse, il protagonismo in politica estera. Ma mi sbagliavo. E la parte finale di questa legislatura non fa altro che confermarmi queste perplessità. A tutto ciò si aggiunge il decadimento morale del quale il Presidente del consiglio è protagonista, in special modo per gli ultimi scandali sessuali.
Di sicuro l’elemento che ha accentuato il mio rancore è stata la nomina a coordinatrice dei giovani dell’On. Annagrazia Calabria, che mai ha dimostrato prova di militanza nel movimento giovanile e ha ufficialmente riconosciuto il velinismo come criterio per fare strada nella Giovane Italia.
Militanza significa passione, azione, sacrificio, impegno quotidiano per la strada e tra la gente. Significa sapersi mettere in gioco e preferire alla carica istituzionale il rapporto con il popolo, per il popolo.
Significa amare la politica per quello che può fare, non per quello che può darti.
Proprio per questo ho ritenuto giusto lasciare i miei incarichi di responsabile nazionale della scuola e di dirigente nazionale della Giovane Italia, per iniziare a pensare ad una Italia che valorizzi i giovani e il merito nel periodo post-berlusconiano.
Virgilio Falco



25 febbraio 2011

Si aspettano una risposta


Chi ha il coraggio di contraddirli quando dicono che li vediamo solo come il listino prezzi del petrolio, che va su e poi torna giù, anziché come persone che stanno morendo in mezzo alle strade?
Nessuno.
E perché non sospendere il Trattato di amicizia fra l'Italia e la Libia, per dare loro la risposta che invece si aspettano da noi, e cioè che loro sono persone e che noi vogliamo/dobbiamo aiutarli?
Spero che questa risposta arrivi presto, molto presto.
Se la meritano, per il valore della loro battaglia e per il loro coraggio. E perché sono esseri umani che vanno difesi.


23 febbraio 2011

E dovrei continuare a crederci?


Secondo il governo il pericolo di adesso è il fondamentalismo islamico nei paesi arabi e gli immigrati che dovrebbero arrivare a frotte. Quasi niente sul pazzo che avrebbe già ammazzato 10.000 suoi connazionali, magari aiutato dalle armi che gli abbiamo fornito noi, visto che l'Italia sarebbe il primo esportatore di armi alla Libia.
Non a caso i manifestanti fuori dall'Ambaciata libica, che ho fotografato sopra, oggi urlavano "Berlusconi vergogna".
Mi chiedo: ma se avessimo agito prima, cioè se anziché riverire Gheddafi come un messia e gli altri dittatori amici suoi avessimo cercato di conoscere le esigenze dei libici e dei popoli vicini, ci troveremmo oggi di fronte a un'intera area del mondo e a centinaia di milioni di persone che sono senza un governo e in mezzo a una transizione delicatissima?
E cioè: non è che il rischio di 2-300.000 immigrati clandestini e del fondamentalismo islamico ce lo siamo procurato da soli, con la cantilena che gli arabi era meglio farli governare da un dittatore che almeno garantiva stabilità e allontanava il terrorismo? Veramente credevamo che la "stabilità" con regimi sanguinari del genere sarebbe potuta durare a lungo?
Ecco, mi spiegate quindi perché ora dovrei continuare a credere a questi signori?



21 febbraio 2011

Giovani vecchi (e berlusconiani)

Lara Comi, eurodeputata Pdl accusata di velinismo (ma che con le veline non c'entra niente), su Berlusconi e le feste ad Arcore dice:
Non credo che il presidente abbia pagato nessuno. Ma colpevolizzo più le donne, che ci sono andate per libera scelta.
Il giornalista: E Berlusconi?
Ognuno è libero di comportarsi come crede, nella vita privata.
Ma come, non aveva condannato le donne e la loro libera scelta proprio alla riga precedente?
Mi sa tanto che queste parlamentari berlusconiane direbbero qualunque cosa per difendere il loro lìder.
Ma a una come Lara Comi, 28 anni, all'inizio della sua carriera politica, conviene proteggere un politico in declino, indifendibile, e per giunta alla fine della sua carriera?
E' proprio vero che i giovani in politica non servono a niente, se tanto mettono in scena le stesse pratiche dei vecchi.



18 febbraio 2011

Indovina chi se lo prende in quel posto?

Il mio amico Enrico Ottogalli mi ha contattata perché chi ha a cuore la giustizia italiana, come lui, in questi giorni è in subbuglio. Il decreto milleproroghe rischia di far saltare una riforma che sarebbe stata il vero processo breve. Ecco quello che ci scrive:

Doveva essere una svolta epocale per il sistema-giustizia italiano. Poteva esserlo. Ma qualcuno (gli avvocati su tutti) ha pensato bene di cercare di bloccare la riforma. E così la mediaconciliazione, novità giuridica introdotta dal d. lgs. n. 28/2010, anziché entrare in vigore nel marzo 2011 (così proclamava il ministro Alfano), rischia di slittare di dodici mesi.
Cos’è - Questo istituto, largamente diffuso all’estero (es. USA, UK, Argentina, Germania, etc.) e fortemente voluto anche a livello comunitario, è uno strumento alternativo per la risoluzione delle liti. Serve, inoltre, a sgravare i tribunali delle tante cause di cui sono oberati. Per certi tipi di controversie, in pratica, prima di rivolgersi alla giustizia ordinaria, bisogna rivolgersi al mediaconciliatore: vale a dire un soggetto imparziale che aiuta effettivamente le parti coinvolte a risolvere la loro lite. Il procedimento conciliativo può avere una durata massima di quattro mesi, terminati i quali o si raggiunge un accordo oppure, in caso contrario, ci si rivolge al giudice. In sostanza al cittadino non è preclusa la possibilità di difendersi dinanzi alla giustizia ordinaria.
Occasione persa - Qualche numero aiuterà a comprendere meglio l’importanza dell’istituto. Il sistema giuridico italiano è al collasso. Basti pensare che una causa civile ha una durata media di 10 anni; che l’Italia è al 156esimo posto (su 181) per l’efficacia del sistema-giustizia (fonte: rapporto annuale Doing Business della World Bank); che l’incidenza positiva della conciliazione raggiunge il 60% nei Paesi in cui tale istituto è più diffuso. E allora perché rinunciare?
La casta si oppone - Gli avvocati hanno alzato il muro. Temono che la novità legislativa possa togliere loro lavoro e guadagno. In realtà non è affatto così, perché la presenza dei legali in sede di mediaconciliazione è comunque consuetudine consolidata nell’istituto
(benché non sia obbligatoria). D’altro canto: se Tizio necessita di un avvocato per citare Caio, perché mai dovrebbe rinunciare al proprio legale in sede di mediaconciliazione?
Milleproroghe - La mediaconciliazione è pronta per partire. Alfano ne ha illustrato le potenzialità, ha creduto nel progetto. Spot pubblicitari (con madrina d’eccezione Milly Carlucci) hanno invaso le tv. Tanti professionisti e tantissimi giovani, molti dei quali disoccupati, hanno investito danaro (i corsi per diventare mediaconciliatore hanno un costo che oscilla tra i 1.000 e i 1.500 Euro) e tempo, in formazione, strutture, affitti di locali e organizzazione. In tanti si sono mobilitati per essere pronti al momento dell’entrata in vigore, prevista per il 20 marzo prossimo. Ora il milleproroghe minaccia di fare slittare tutto a marzo 2012. Si determinerebbe, in tal caso, un paradosso: verrebbe penalizzato chi si è mobilitato con diligenza e sollecitudine per adempiere ad una norma e favoriti coloro i quali hanno snobbato o, peggio, volutamente sabotato la riforma. Ma se ci dovesse essere questo rinvio di un anno: che fare con le strutture pronte a partire? Come congelare per così tanto tempo persone, mezzi e sedi? Ora, chi rimborserà tutte queste persone?

Gliela diamo o no la risposta a Enrico, oppure dite che ha già capito come andrà a finire? Vabbè Enrico, te lo diciamo noi: gli onesti e i diligenti, anche questa volta, se lo prenderanno in quel posto. E la casta, invece, esulterà.



Con Marco o con il partituccio?


La Camera riaprirà a marzo la discussione sul testamento biologico.
Perché proprio ora, dopo che era stata accantonata? Semplice: le questioni del fine vita possono dividere Udc e Fli, e il Pdl vuole giocarsi questa carta. Una mera questione di calcoli politici, quindi, di tornaconto di un partito su un altro.
Peccato però che stiamo parlando di vite umane, e c'è chi si è già organizzato per scrivere nero su bianco le proprie volontà.
Marco Gentili, 21 anni, studente di Scienze politiche a Roma Tre, era candidato a essere il mio vice-segretario nella corsa alle primarie del Pd. E' affetto da sclerosi laterale amiotrofica ereditaria, proprio come suo fratello. Ha deciso di nominarmi sua seconda fiduciaria, e per me è un onore immenso.
Bene, c'è però un problema: Marco non vuole che gli vengano attaccati tubi che gli imporrebbero l'idratazione e la nutrizione forzata qualora si trovasse in stato d'incoscienza. La legge che discuteranno alla Camera, invece, prevede che Marco non può decidere sui tubi impiantati qualora si trovasse in stato d'incoscienza.
Da fiduciaria, secondo voi, cosa dovrei fare?
Io lo so: battermi con tutta me stessa (e con tutti voi) perché questa legge illiberale non passi. E impedire che anche qualora passasse a Marco non vengano inseriti i tubi contro la sua volontà.
I nostri onorevoli parlamentari, che si apprestano a votare questa legge, da che parte stanno? Da quella dei mezzucci di partito o dalla parte del rispetto della volontà di Marco?
Il nostro Parlamento è già caduto fin troppo in basso. Spero in un sussulto di dignità, qualora gliene sia rimasta qualche briciola.





Silvio Truman show

L'ambasciatore americano su Berlusconi: "Dobbiamo assecondare la SUA convinzione di essere uno statista esperto". E le oRgettine intanto gli fanno credere che è un grande amatore.
Che dite, in questi giorni si è svegliato?


17 febbraio 2011

Idea leghista

Perché anche Maroni non chiede a Mubarak di restituire i 70 miliardi di dollari rubati agli egiziani? Sicuramente sarebbe un'ottima mossa anti sbarchi.
Firmate tutti!


16 febbraio 2011

150 à la Sanremo

Morandi dice a Andy Garcia che quest'anno festeggiamo i 150 anni della nostra REPUBBLICA.
Va bene che i Savoia sono stati regnanti un po' modesti, ma cancellarli dalla storia, proprio loro che hanno contribuito all'unità, è troppo.


Esperimento masochista

Provate a mettervi nei panni dello straniero che guarda la Minetti alla CNN: non vi sembra di assistere allo spettacolo di un teatro di terz'ordine?


Sono di destra e c'ero

Ci siamo conosciute in Erasmus a Parigi, non ci sentivamo da un po'. Mi ha contattata perché il Corriere della Sera non era evidentemente interessato alla sua lettera (è successo anche a me, anche se si trattava più di una rettifica), ma lei ci terrebbe proprio a dire la sua. Da ragazza di destra che in piazza c'era. E c'era perché è proprio arrabbiata.

Gentile Direttore,

Immagino riceverà migliaia di lettere come la mia, ma non so come altro far arrivare il mio messaggio alla destra italiana. Le scrivo in risposta a tutte le persone (dal Presidente del Consiglio, ad alcuni Ministri e Parlamentari) che sostengono che la manifestazione delle donne di domenica 13, sia stata affollata di donne di sinistra. Io sono una donna, sono di destra, e c'ero. Ero in piazza Castello a Milano per manifestare. Le dirò di più, è stata la prima manifestazione della mia vita. Mai stata nemmeno a una manifestazione da liceale anche solo per farsi una "bigiata". Ho 28 anni, sono nata e cresciuta in una famiglia e in una città di destra e ne condivido i valori. Ho sempre ritenuto le manifestazioni poco utili, spesso strumentalizzate dai vertici di partiti e/o aziende, nonchè affollate di lavoratori e/o studenti più interessati a un giorno di "vacanza" che di protesta (credo che questo pensiero sia in linea con il pensiero di tanti esponenti di destra compreso l'on. Silvio Berlusconi).

Ma domenica volevo esserci. E il motivo che mi ha spinto a scendere in piazza è stato proprio il mio essere di destra e ormai trovarmi a pensare "la prossima volta voterò a sinistra". Io non voglio votare sinistra, voglio poter essere fiera dei valori in cui ho sempre creduto e che non sono quelli oggi promossi dal Presidente del Consiglio e da molti degli esponenti del suo partito. Sono delusa, arrabbiata e soprattutto non rappresentata da un Presidente che è accusato di prostituzione (non mi interessa se sia colpevole o no, l'accusa è sufficientemente grave) e molto altro; né voglio accettare di vivere in un paese dove vallette e veline vengono pagate (tanto) con i nostri soldi.

Ho lasciato l'Italia per la terza volta a settembre stanca e arrabbiata con un sistema che letteralmente "mi fa schifo". Non sto a raccontarle le "ingiustizie" viste, sentite e subite perché non credo abbia senso. Sono tornata a Bruxelles, e anche qui le risparmio i racconti raccolti dagli amici assistenti sui nostri vari MEPs (Members of the European Parliament).

Come la signorina Minetti sono laureata con 110 e lode (in Relazioni Internazionali) e sono di madre inglese. Il nostro Presidente intervenendo a L'Infedele ha sottolineato l'ottimo lavoro che la consigliera Minetti sta svolgendo in Consiglio Regionale. Non mi soffermo sulla bravura o meno della ragazza, mi chiedo solo perché a me come a tante altre ragazze questa possibilità non è stata data, né mai lo sarà in un modo limpido e trasparente. Domenica 13 Febbraio potevo scegliere di andare all'Assemblea costituente di Futuro e Libertà, e sentirmi parte di una nuova destra. Purtroppo la disillusione verso il "sistema Italia" (dalla politica all'economia, dalle politiche sociali all'istruzione) mi ha spinto verso una piazza piuttosto che verso l'ennesimo tentativo fatto dalle solite persone di creare qualcosa di nuovo (ormai non ci credo molto, e le vicende della famosa casa di Montecarlo mi fanno credere che sperare in una politica "pulita" sia impossibile).

Manuela Conconi, una delle tante donne di destra "manifestanti".

Che dite, riusciremo a unire le nostre rabbia, destra sinistra sopra sotto, per finalmente riprenderci in mano il sistema e riformarlo?
Penso che l'abbiamo delegato per troppo tempo e che sia ora di rimboccarci le maniche (citazione non voluta).


Ti sputtanerò


Fosse stata in gara io avrei fatto vincere questa.


15 febbraio 2011

I single no, Ruby sì


E' confortante sapere che nel copione scritto dalla task force berlusconiana Ruby Rubacuori, sopra raffigurata, rimarrà incinta, se non già in dolce attesa come spifferato da alcuni.
Però guai ai single che adottano bambini: potrebbero essere devianti per la loro educazione.


Aspettando l'acqua calda

Silvio Berlusconi a Belpietro (ma tu guarda che coincidenza), conduttore di Mattino 5 (un'altra coincidenza!):
Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi sanno quale sia la considerazione che ho per loro. Nei loro confronti mi comporto con grande rispetto e attenzione. [...] Ho sempre cercato di fare in modo che ogni donna si senta speciale.
Cinzia Molena a Nicole Minetti:
Non va la caldaia. Non riesci a dirlo tu a lui così con questa scusa andiamo a dormire con lui? Non abbiamo l'acqua calda.
Le olgettine confermano la disponibilità di B. Le altre non ne hanno visto l'ombra.
Se va avanti di questo passo, con case e servizi ad personam, dite che ce la fa a convincerci tutte che siamo speciali?



13 febbraio 2011

Professione Belpietro

Oggi su Il Fatto quotidiano:
Caro Belpietro, mentre noi oggi saremo compatti in piazza per ottenere il cambiamento del sistema che parta dalle donne, voi sarete lì, sempre di meno e sempre più avvelenati, a difendere un castello di sabbia che sta per essere inghiottito inesorabilmente dalle onde.



12 febbraio 2011

Esempio calzante


Grazie Belpietro, dico davvero. Ieri ci hai spiegato perché domani bisogna scendere in piazza: contro i maschilisti come te che per attaccare una donna utilizzano stereotipi sessuali.
Complimenti per la professionalità e la risposta sui contenuti da me proposti.


Coda di paglia

Non è che Belpietro si è sentito tirato in ballo quando ho parlato dei prostituti nel giornalismo, e quindi ha provato a tirarmi addosso il suo fango?


10 febbraio 2011

Lele, sei stato tu?

Sto studiando una cosa che recita così:
His desire to have a certain desire that he does not have may not be a desire that his will should be at all different than it is.
Non è che Lele mi ha messo qualcosa nel bicchiere?!


05 febbraio 2011

Orecchie per sentire

"Per essere democratici non bisogna dire siamo superiori, ma siamo DIVERSI. La vera rivoluzione è cercare di parlare all'altra parte del paese".
Dite che queste parole arriveranno ai diretti interessati?


04 febbraio 2011

Ci sono quelli più uguali degli altri

Pensi che i tuoi amici su Facebook siano tutti uguali? Ti sbagli: Facebook fa la selezione per te, e gli altri è come se scomparissero...
Zuckerberg ne sa una più del diavolo.


Mi vergogno

Il nostro Presidente del Consiglio si augura che la transizione in Egitto
verso un sistema più democratico [avvenga] senza rotture con un presidente come Mubarak, [e che] si possa avere una continuità di governo.

Ma qualche suo consigliere agli esteri gli ha spiegato che Mubarak è un dittatore, e che la "transizione" sta avvenendo perché il popolo egiziano sta chiedendo che Mubarak se ne vada per sempre dall'Egitto?
Vien da pensare che oltre alle varie Ruby, Minetti, etc., Berlusconi sia sotto ricatto anche di Mubarak, che potrebbe sputtanarlo per la storiella inventata in questura. Oppure proprio non ci arriva.
Non so quale delle due opzioni sia la peggiore.


03 febbraio 2011

L'intervista che avremmo voluto fare


L'"intervista" rilasciata ieri da Berlusconi al Tg1 delle 20 ha dell'incredibile: al posto del giornalista sembra esserci Bonaiuti, e al posto della telecamera del Tg1 sembra esserci quella dei videomessaggi che B. in questi giorni ha sparato a raffica (l'inquadratura e l'ambientazione sono le stesse! Un po' di fantasia sarebbe stata quanto meno gradita).
Di seguito ho trascritto le "domande" del giornalista, e sotto a ognuna ho inserito quelle che la maggioranza di noi gli avrebbe voluto chiedere (aggiungetene nei commenti quelle che gli avreste voluto fare voi!):
Presidente, negli ultimi due anni l'Italia ha tenuto alto l'argine della stabilità dei conti, come hanno riconosciuto l'Europa e il Fondo Monetario Internazionale. Ora è il momento di tornare a crescere. In che modo?
- Presidente, lei è al governo ormai da quasi un decennio. Non crede che l'unico risultato raggiunto, e cioè la stabilità dei conti, sia un po' poco rispetto a tutte le promesse con cui aveva convinto gli italiani a votarla?

Molti analisti affermano che l'Italia è ancora un Gulliver, ovvero un gigante bloccato da lacci e laccioli. Lei è sceso nel '94 promettendo la rivoluzione liberale. Per dare una scossa alla nostra economia è il momento di andare fino in fondo?
- E' dal '94 che la mena con questa rivoluzione liberale, di cui non si vede neanche l'ombra. Non sarebbe ora di assumersi le responsabilità del suo fallimento?

Proprio su questi temi lei ha fatto una proposta di collaborazione con l'opposizione che ha risposto che non è credibile. Ma dietro questo rifiuto secondo lei aleggia il partito della patrimoniale, la vecchia ricetta che per risolvere i nodi dell'economia punta sempre sull'aumento della pressione fiscale?
- La sua offerta di collaborazione all'opposizione su riforme economiche che avrebbe dovuto fare anni fa, non costituisce il disperato tentativo di distrarre gli italiani dagli ultimi scandali che la vedono coinvolta e il tentativo di fermare una barca che affonda? Insomma, non sarebbe il caso che per non far non sprofondare il paese insieme a lei rassegnasse finalmente le dimissioni?