Sono nata a Rimini il 13 febbraio 1984, da madre inglese e padre umbro. Durante i miei studi scientifici ho partecipato al programma di scambio culturale e sono finita per un anno a Las Vegas, USA. Continua a leggere
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Vi ricordate il "candidato unico" a sindaco di Ribera, in provincia di Agrigento, quello che per non dover faticare per ottenere il quorum aveva fatto candidare moglie, madre e cognato nella lista civetta avversaria? Il popolo sovrano ha deciso: ben il 61% dell'elettorato si è presentato alle urne, e la stragrande maggioranza ha espresso la sua preferenza per Carmelo Pace, il "candidato unico". Noi italiani, si sa, siamo così: del rispetto delle regole che ce ne fotte a noi. Poi non lamentiamoci, però.
La democrazia del futuro: semplice, fruibile, veloce. Forse questo è lo slogan del candidato sindaco di Ribera, ridente cittadina dell'Agrigentano di 20.000 abitanti, che in pratica è il candidato unico alle elezioni che si terranno il 30 e il 31 maggio. Sì, ragazzi, avete capito bene. Per una serie di giochetti dell'ultimo minuto, Carmelo Pace (Udc), è candidato sindaco contro un altro dell'Udc, Lillo Smeraglia, suo "migliore amico" (proprio a detta di Pace). Voi direte: vabbè, l'amicizia un giorno c'è, il giorno dopo non c'è più, soprattutto quando si tratta di raccattare voti. Però i parenti restano: e fa impressione leggere nella lista di appoggio al grande oppositore Smeraglia la moglie, la mamma e il cognato dell'altro candidato, Pace. Perché tutto questo casino di liste, che evidentemente avrebbe attratto l'attenzione anche da fuori Agrigento? Pace voleva proprio essere sicuro di vincere, e anziché rimettersi al dettato della legge, che prevede che il candidato unico, per poter essere eletto, deve ottenere il 50+1 degli aventi diritto al voto che effettivamente si recano alle urne, ha preferito avvalersi del candidato fantoccio. Lo ammette lui stesso nel video che vedete sopra. Vi prego di ascoltare l'intervista, perché è un incredibile esempio di mistificazione della realtà (cui siamo abituati ad assistere da un po' di tempo a questa parte). Se volete vedere chi sta lanciando il proprio grido di allarme, guardate qui. Comunque, non preoccupatevi per il povero candidato unico: è nipote dell'on. Ruvolo (deputato e vice-segretario regionale Udc) e appoggiato dal deputato regionale Udc Totò Cascio, che è modestamente indagato per mafia (ma non chiedetegli che ne pensa, perché potrebbe rispondevi come ha fatto con questo giornalista - non sono scene degne di un paese civile). Il candidato unico Pace ha ragione: "per risollevare Ribera c'è bisogno di gente perbene". Buon lavoro.
E in bocca al lupo a Gaetano Montalbano e a tutti i ragazzi che con lui stanno cercando di fare un po' di attirare un po' di attenzione per non rimanere nelle mani di questa gente.