E questa volta mi è piaciuto ancora di più vedere la gente che andava a votare perché quelli che si recavano in quel posto, con in mano il loro documento e il loro certificato elettorale, erano proprio convinti di quello che stavano facendo. E si sono dovuti cercare le informazioni da soli, e capire che se volevano dire di no dovevano votare sì, e poi non dovevano sbagliare il giorno, visto che qualcuno ci aveva provato, a farli votare di martedì. Ma loro erano lì comunque, e spediti entravano nelle loro urne, per mettere le loro croci.
Questa volta mi è proprio piaciuto votare, perché mi è sembrato come se un popolo avesse deciso che toccava a lui decidere, e che non era più disposto a mandare giù la pappa pronta come in precedenza.
Chissà che questa volta non sia l'inizio di un nuovo modo di andare a votare: più consapevole, magari, e quindi più libero.
