Sono nata a Rimini il 13 febbraio 1984, da madre inglese e padre umbro. Durante i miei studi scientifici ho partecipato al programma di scambio culturale e sono finita per un anno a Las Vegas, USA. Continua a leggere
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Io mi sono arrabbiato con lui [Angelino Alfano], gli ho detto perché, anche perché sabato lui si era impegnato, gli ho detto "guarda che è il nostro capo che ha bisogno di una cosa del genere" [che sia accolto il ricorso per la Lista Formigoni]... Sì, sì, faccio, faccio, poi invece... A questo punto a me sembra che è chiaro che la cosa non si fa.
Sempre Formigoni sull'esclusione della Lista Formigoni dalle regionali (poi riammesse dal Tar), questa volta in pubblico:
Manovra ordita da più soggetti per impedire dolosamente la presentazione delle nostre liste. [La Corte d'Appello di Milano ha compiuto una grave irregolarità], lasciando nelle loro [dei Radicali] mani [le firme] più di dieci ore senza avvisarci.
Che dite, se quei giudici si fossero fatti corrompere dalla nuova P2, sarebbero stati gli unici NON politicizzati?
E basta con questa storia della meteorina, vinsi un concorso di moda e il premio fu quello di partecipare ad alcune registrazioni del Meteo del Tg di Fede. Da allora nessuna comparsata in tv. Ho fatto seriamente politica.
Mara Carfagna si dimette dall'incarico di Consigliere regionale della Campania, e decide di motivare la decisione sul suo blog:
La mia è stata una decisione sofferta, perché i napoletani che hanno voluto esprimere la loro preferenza per me, mi hanno chiesto di entrare a Palazzo Santa Lucia, sono stati davvero tanti, un numero superiore alle mie attese. [...] Questa decisione, la necessità di dover scegliere, mi è servita anche per avviare una riflessione più ampia sulla disciplina dei “doppi incarichi”. Su quanto gravano sull’impegno di una persona – se svolti al meglio, come ho creduto di fare io, partecipando in questi due mesi alle sedute del Consiglio regionale -, ma soprattutto sull’effetto “cappa” che creano sulle tante menti brillanti, giovani perlopiù, che aspirano a spendersi per la politica e trovano quei posti già occupati, magari da un parlamentare come me. I doppi incarichi sono un ostacolo al rinnovamento, allontanano le persone dalla politica.
Decisione nobile, quella del ministro Carfagna. Ma una riflessione alla fonte, cioè sulla sua candidatura, che si è rivelata uno specchietto per le allodole, no eh?! Gli elettori campani hanno potuto ammirare il viso del ministro che ha tapezzato i muri di Napoli durante la campagna elettorale, per poi sentirsi dire: ragazzi, scusate, era tutta una comparsata, giustamente ritorno a fare quello per cui mi avete "eletta" in precedenza (parlamentare) e che mi ha portata oggi a fare il Ministro! Forse che il Ministro non pensa che atteggiamenti del genere "allontanino le persone dalla politica"?
Vogliamo fare un po' un quadro dei 6 neoeletti/riconfermati Presidenti delle regioni Pdl/Lega? Dal Nord al Sud, ecco a voi la carrellata:
Roberto Cota, gladiatore della vita (quella nordica, si intende):
Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero. [Domanda: "ma quindi quelle pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte, rimarranno nei magazzini?] Eh sì, per quanto potrò fare io sì.
Roberto Formigoni, l'imperatore eletto illegalmente, la cui storia parla per lui:
L'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.
Luca Zaia, il pupillo di Bossi e il recordman di queste elezioni:
Mi sarò el Presidente de tuti; e par tuti me darò da far e tuti scoltarò!
[Sarà pure il Presidente di tutti, ma per esserlo la prima regola è farsi capire dalla gente. Si capisce bene, se il Presidente comunica con i suoi cittadini in veneto, chi ne rimane fuori]
La Presidente più discussa su questo blog, Renata Polverini, che mette subito le mani avanti alla maniera destrorsa:
Quando sarò presidente della Regione Lazio non ci saranno né spinelli in vendita nelle farmacie [spinelli nelle farmacie?!], né stupefacenti distribuiti su prescrizione medica.
Stefano Caldoro, inarrivabile per le qualità del suo primo sostenitore, Nicola Cosentino:
Una svolta storica che ci carica di una pesante responsabilità in una regione che fino a poco tempo fa era considerata un feudo rosso e dove era impossibile l’alternanza. Ora tocca mettersi al lavoro.
[Sono solo io, o il "tocca mettersi al lavoro" di Cosentino inquieta alquanto?]
Allora finiamo in bellezza con la Calabria di Giuseppe Scopelliti. Quando dico bellezza, intendo proprio bellezza, quella della sua candidata "velina" Italia Caruso: Ragazzi, non c'è che dire: si apre per le nostre regioni un periodo di progresso e prosperità.
I vincitori di queste elezioni sono loro, il movimento 5 stelle di Beppe Grillo, e in particolare Giovanni Favia, che nella sua Emilia-Romagna ha incassato un bel 7% tondo tondo.
A cuore infranto, mi tocca ammettere che fra i più grandi sconfitti, oltre alla sinistra comunista che ormai è data per dispersa, ci sono i miei Radicali: la lista Bonino Pannella, con eccezione del Lazio dove si è attestata a un 3,3% (a fronte però di quasi il 10% di Sinistra ecologia e libertà trainato da Vendola in Puglia), non è riuscita a raggiungere l'1% in nessuna regione. Il problema è che questa volta l'analisi del regime dell'informazione che ci esclude non funziona, e non funziona più proprio perché ci sono i grillini e il loro eccellente risultato. Fatta eccezione di Annozero, infatti, a quanto ne so non hanno mai avuto un passaggio in tv, neanche un minutino sui telegiornali. Per la carta stampata non esistevano proprio. Eppure hanno utilizzato la rete, si sono visti per le strade, e alla fine hanno saputo veicolare il loro messaggio fino ai cittadini, che li hanno votati. Quello che non ci può esonerare da questa analisi è che il loro messaggio è molto simile al nostro, con qualche venatura in più di populismo:
abolizione delle province, eliminazione dei privilegi dei parlamentari, abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei monopoli, potenziamento dei trasporti pubblici e disincentivo dell'utilizzo dei mezzi privati, promozione della ricerca scientifica.
E allora, perché gli elettori hanno preferito dare il voto a un movimento che, proprio per la sua novità, non ha la credibilità di un partito come quello radicale, con la sua storia e i suoi 50 anni di battaglie? Bisognerà ripartire da qui per la rivolta radicale, e non lo si potrà fare se non con tanta autocritica. Le proposte radicali per il governo, l'economia, l'ambiente, i diritti civili, non hanno eguali, eppure non ci votano. Allora il problema sta proprio in come veicoliamo il nostro messaggio. E non possiamo più attribuire tutte le responsabilità al fatto che siamo "oscurati". Perché potremmo anche cominciare a pensare al perché di questo "oscuramento". Ho il sentore che la nostra sfida sarà proprio sulla comunicazione: non in termini di battaglia contro il regime dell'informazione, che va comunque portata avanti.
Ma proprio di comunicazione ai cittadini, che ormai non ci capiscono più. E questo è un danno per tutto il paese.
Ecco a voi chi ha aiutato la Polverini a vincere: Non possiamo che aspettarci questo per il nostro futuro: un bel manifesto abusivo su una cabina telefonica malmessa, motorini parcheggiati sul marciapiede e uno direttamente dentro la cabina: N.B. Quella cabina telefonica è la stessa dove circa due settimane fa avevo visto un manifesto abusivo della Bonino. Ho provveduto subito a segnalare l'illegalità al suo comitato: il giorno dopo era già stato raschiato, e dal giorno successivo ha capeggiato quello della Polverini. Mi sembra un'ottima immagine di due modi di governare, e di una possibile lettura della vittoria (muscolare, arrogante, prepotente). Poi deve venire la lettura autocritica, ma per quella abbiamo un bel po' di tempo: 3 anni.
Ore 23: in attesa dei risultati: Ore 23.17: c'è chi guarda quante preferenze ha preso: Ore 1.40: arriva la Bonino per confortare i suoi militanti della sconfitta: Ore 3: rientrando a casa, demoralizzata, vedo la campagna elettorale del candidato del Pd Carapella: ha imbrattato i muri della città con dei disegnini e la scritta "Doc". Non solo ha sprecato del tempo in una cosa inutile (chi potrebbe mai attribuirla a lui?), ma soprattutto dannosa: meglio per lui che i negozianti e gli abitanti dei quartieri imbrattati non vengano mai a sapere che il "fango" che ha sporcato i muri (che ho provato a mandare via "facilmente" come dicono loro, ma mi sono solo fatta male alle dita) sia attribuibile a uno che cercava il loro voto. Penso che a quel punto gli vorrebbero dare tutt'altro. E penso anche che forse è per questo che perdiamo: siamo dei marziani che parlano a dei terrestri (o, se volete, viceversa).
Ve la ricordate? E' Sara Giudice, quella che si era lamentata perché non era stata messa in lista:
Non so più se faccio bene a proseguire il mio lavoro impegnandomi quotidianamente. A me pare infatti che altrove i giovani crescano e abbiano spazio. Mi piacerebbe che anche il partito in cui lavoro e che amo credesse in me e nei giovani che davvero si impegnano e fanno un serio percorso di militanza.
Una carezzina e una passeggiatina, e la ragazza si è calmata in un attimo. I giovani e la rivoluzione. Forse nel Pdl il dissenso dura il tempo di attesa di una poltroncina. Che volete farci, è il fascino della libertà.
Ho votato per Vasco Errani, senza mettere la croce su uno dei partiti che lo sostiene. Quindi una sola croce, e già mi è pesata tanto. Ho dovuto votare contro la legge: Vasco Errani non si sarebbe potuto candidare, in quanto concorre per il suo terzo mandato, quando la legge impone un massimo di due. Per turarmi il naso e votarlo nonostante questa illegalità, ho pensato a due cose:
Gli ultimi giorni della campagna elettorale sono stati all'insegna della scelta di campo, nel senso che da una parte c'è chi è capace di tutto, e dall'altra qualcosa di non meglio definito. La paura per la prima parte mi ha spinta convintamente verso la seconda;
Nonostante tutto sia perfettibile, i dati sulla regione Emilia-Romagna, dalla spesa sociale alle variabili economiche, tracciano un quadro di un lavoro ben fatto, di un'amministrazione che funziona. Ho quindi optato per la continuità.
Si intende: i Radicali non sono candidati in quanto non sono riusciti a raccogliere le firme necessarie. Altrimenti non avrei avuto dubbi.
Un altro che ha speso all'incirca 1000€ per la sua campagna elettorale, e che mi fa quindi piacere ospitare sul mio blog, a prescindere dalla condivisione o meno del programma elettorale. Come dice lo stesso candidato:
E' un concetto "a la Lessig": o si riducono i soldi che servono per fare politica, o non passerà mai né gente giovane, né gente che non sia già compromessa con i potentati di turno.
Si sa, in campagna elettorale si è tutti un po' tesi. Ma addirittura arrivare ad azzuffarsi per dei manifesti, vuol dire che si è proprio superato il limite e che servirebbe a tutti una bella camomilla. E' quello che è successo a Segrate, nella provincia di Milano, una di quelle ridenti cittadine che finiscono tutte in -ate (Linate, Lainate, Gallarate, etc.) e che hanno un sacco di centri commerciali. Fra uno shopping e l'altro, il candidato sindaco della lista civica Paolo Micheli ha notato un ragazzo che stava coprendo abusivamente i suoi manifesti con quelli di Adriano Alessandrini, sindaco uscente del centro-destra.
Il buon Micheli ha giustamente fatto notare al ragazzo l'irregolarità: di tutta risposta, dopo essere stato "redarguito" verbalmente, è stato scaraventato per terra. Non pago di ciò, l'attacchinatore abusivo è salito in macchina e si è scaraventato contro il Micheli, che non è riuscito a togliersi dalla mira del veicolo dell'autista impazzito. Il frantumato Micheli ha sporto quindi denuncia contro ignoti e un centinaio di cittadini si è riunito di fronte al comune di Segrate in solidarietà al candidato sindaco. Ora, io dico: ma è questo il confronto civile e democratico che vogliamo proporre ai cittadini per farsi eleggere? E una faccia in più su dei cartelloni vale la violenza su un candidato?
Ma veramente questa è la considerazione che avete di noi cittadini?
Prima la carta della morte assegnata a Emma Bonino dai ragazzi della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, alla manifestazione di sabato: Poi il manifesto elettorale pubblicato dal Pdl di Roma, che vorrebbe associare allo stesso declino la Bonino e Marrazzo: Un dubbio: ma non è che il Pdl sta rosicando una cifra per la figuraccia e la possibile sconfitta, e sta quindi sparando le ultime cartucce del peggio di sé? Un consiglio: se volete diffamare, almeno fatelo con un po' di eleganza. Parlate di "declino" e attaccate i manifesti elettorali sulle cabine telefoniche. Un po' di decenza.
Anche su questo blog voglio rispettare la par condicio. Dopo il provino per il listino, beccatevi lo spot elettorale di Italia Caruso, la "candidata velina" intervistata a Otto e mezzo giovedì scorso. E poi non mi si dica che non do spazio a quelli del Pdl!
Per tutti i nostalgici della politica di piazza, quella senza panino e voucher in allegato (ogni riferimento a sabato è puramente casuale), l'appuntamento è oggi alle 17.30 a Campo de' Fiori: Pannella, Bonino, Staderini e tutti i candidati della lista Bonino Pannella di Roma.