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1 aprile 2010

Storia di ordinaria mercanzia

Alle ore 15 di oggi ho assistito a delle scene esilaranti che non posso che condividere con voi.
Chiunque abbia la sfortuna di passare per viale Parioli durante la pausa pranzo, sa che al posto di una strada troverà un parcheggio selvaggio di macchine in seconda o anche terza fila. Ci sono alcuni ristoranti che si sono addirittura attrezzati con dei sistemi di comunicazione interni, per cui se c'è una macchina che intralcia l'uscita di un'altra, un tizio al microfono annuncia la targa della macchina da spostare.
Per la prima volta oggi ho visto 3 vigili urbani proprio su viale Parioli, e proprio nell'ora selvaggia. Camminavano lentamente, sembrava stessero facendo una passeggiata al sole.
Forse erano solo in preda all'imbarazzo della scelta e non sapevano da che auto cominciare.
Questa foto, ad esempio, ritrae una Smart parcheggiata sulle strisce, e i vigili che la superano con indifferenza (potete vedere le loro teste all'altezza della terza macchina):

Avanzo un po' lungo la via, seguendo i loro passi lenti, e assisto ad alcune scene di mercanteggiamento da parte di parcheggiatori in seconda fila. Energia sprecata: i vigili volevano solo proseguire indisturbati la loro passeggiatina (e infatti hanno lasciato illibate tutte le macchine di quell'area, anche quelle senza postulanti).
Pochi secondi in più e assisto all'opera d'arte: un benzinaio fischiettante che toglie una catena e i relativi paletti che delimitano uno spazio della strada trasformato in parcheggio!

Nella foto potete vedere due macchine parcheggiate nello spazio delimitato, e sulla sinistra uno dei paletti che serve a contrassegnare questo parcheggio a pagamento molto fai-da-te. Senza alcuna malizia da parte mia, ma immagino che il benzinaio non abbia la licenza come parcheggiatore, e che non sia proprio legale quello che fa. Oltretutto il fischiettio, concedetemelo, era degno di un film di Verdone.
Ma i vigili proseguono la loro passeggiatina: c'è il sole, cavolo, e anche loro hanno diritto a goderselo.
E a quel parcheggio abusivo non hanno neanche degnato uno sguardo.
[Ho provveduto a inviare una segnalazione all'assessore all'urbanistica Corsini. Se mai riceverò risposta - hahaha - vi aggiornerò in tempo reale]



27 ottobre 2009

Legalità per chi ce l'ha

Mi scuso con i miei lettori (quei pochi che ogni tanto si imbattono in questo blog, andrebbero maggiormente curati) per il lungo week-end, ma le cose di cui parlare sono state talmente tante, che ho avuto l'imbarazzo della scelta.
Ho deciso, e ciò di cui mi preme maggiormente scrivere è il caso Marrazzo.
Personalmente non mi interessa se lui vada a trans, a donne, a cavalli. Certo, preferirei non dover sapere, nel senso che le cose del suo letto mi rimangono indifferenti fin tanto che non le so.
Ciò che colpisce di tutta questa storia, però, è che il Presidente della regione Lazio fosse ricattabile, alla mercé non solo di alcune transessuali (che sembrerebbe avrebbero girato un video anche loro), ma anche di alcuni carabinieri corrotti. Questi ultimi sono la nota dolente di tutta la storia: com'è possibile che un uomo delle istituzioni, trovatosi davanti a un ricatto, non abbia sentito l'esigenza di denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine? E' accettabile che un uomo delle istituzioni non sia lui stesso il promotore della legalità?
Hanno torto i cittadini che, vedendo chi li guida, decidono di non rispettare le leggi, sottostando anche loro a ricatti, o facendosene loro stessi promotori?