
Leggo
il commento di Dario Di Vico sul Corriere della Sera e rimango sconvolta:
Forse è maturo il tempo per aprire una riflessione su quello che per amor di semplicità potremmo definire "rivalutazione del lavoro manuale".
In pratica Di Vico spiega: c'è la crisi e i giovani sono le vere vittime, come ha detto ieri lo stesso Draghi. La soluzione? Gli uomini tornino nelle fabbriche, le donne vadano a fare le badanti, e per chi si è già iscritto al liceo occorre trovare vie d'uscita per evitare loro un'inutile laurea.
Se queste sono le indicazioni dei nostri padri per rispondere a una disoccupazione giovanile che tocca il 50%, vorrà dire che dovremo rimboccarci le maniche da soli.
Perché, scusate tanto, ma non ci sto. E penso che i nostri padri abbiano lavorato tanto non per regalarci lo stesso destino, ma per consegnarcene uno migliore, nella logica globale dell'evoluzione della specie.
Si chiama progresso, ed è lì che vorrei andare. Possibilmente insieme al mio paese.