5 marzo 2010

Giorgio non firmare

Questa volta uso la richiesta che l'Italia dei Valori più volte ha rivolto al Presidente Napolitano: non firmare il decreto.
Questa volta è troppo grave, questa volta non si torna più indietro. Questa volta c'è di mezzo la pax sociale.
E questa volta, se il decreto dovesse passare, chi non sarà in piazza si meriterà una classe dirigente che si prende beffa di loro, che ha ridotto questo paese a uno zerbino a servizio dei potenti.
Questa volta, se passa, è un punto di non ritorno.


4 marzo 2010

Recidivi

Spero sia uno scherzo:
(ASCA) - Milano, 4 mar - Le porte del Tar lombardo erano gia' chiuse da 10 minuti quando l'avv. Luca Giuliante, legale rappresentante del listino Formigoni, si e' presentato davanti ai cancelli del tribunale amministrativo regionale per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello che esclude dalla competizione elettorale il listino dell'attuale governatore. L'orario di chiusura del Tar e' fissato alle ore 13, e a quell'ora sono stati chiusi come di norma gli uffici amministrativi, cosi' i legali per farsi aprire hanno dovuto telefonare al personale del Tar per avere accesso agli uffici. Non e' ancora chiaro se il ricorso verra' accettato nonostante i dieci minuti di ritardo rispetto all'orario previsto.
Grazie a Pasquale Annicchino per la segnalazione.



E' questione di civiltà

Anche in Iraq ci saranno le elezioni.
Guardate come sembrano pulite e in ordine le strade di Bagdad in termini di manifesti elettorali:
E guardate invece la situazione a Roma:
A voi l'ardua sentenza su quale delle due città, esclusivamente sotto questo punto di vista, sia messa meglio.
E pensare che c'era chi aveva il coraggio di dire che la "civiltà occidentale è superiore alle altre". Forse è vero. Sarebbe però da interrogarsi se noi facciamo parte della civiltà occidentale, appunto.


"Pronti a tutto". L'avevamo capito.

Ma qualcuno può dire a questi signori che hanno già speso abbastanza soldi inutilmente?
Significativa la confessione di Stracquadanio, che non è un facinoroso radicale, bensì il direttore de Ilpredellino.it, sul Corriere di ieri:
La legge ha un limite di spesa fissato in 50mila euro per ogni candidato. Ma basta guardare i muri delle nostre città, tapezzati di manifesti "6x3", per capire che il tetto viene regolarmente sfondato. Altro che 50mila, non ce n'è uno che abbia rispettato questo limite. La campagna delle regionali è fuorilegge.
Quel che è successo nel Lazio, oltre che una cosa devastante per l'immagine del partito, è anche un disastro economico.
Ecco, Cangemi & co, cominciassero a rispettare leggi e regole, dalle liste ai finanziamenti.
Questo sì che vorrebbe dire, per il Pdl, essere "pronti a tutto".


3 marzo 2010

Ah rigà, ma de che stamo a parlà?

Quando la politica non sa più che dire, dice cazzate.
E Storace ce mette la pezza.
(ANSA) - ROMA, 3 MAR - 'Sarebbe un caso più unico che raro perché uno che è stato menato dai radicali non l'ho mai visto in vita mia'. Lo ha detto il leader de 'La destra' Francesco Storace in merito alla denuncia per violenza privata presentata dal Pdl contro i radicali, relativamente alla vicenda della esclusione della lista del Pdl della Provincia di Roma su cui tra l'altro dovrà decidere oggi la Corte d'appello sul ricorso.