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3 dicembre 2009

Tanto siamo noi a prenderlo nel.

Ormai la lettera di Pierluigi Celli, direttore generale della Luiss, in cui invita suo figlio ad andarsene dall'Italia, perché questo "non è un più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio", sta diventando una saga.
Oggi interviene il Presidente Napolitano:
Possiamo far crescere il nostro Paese all'altezza delle conquiste delle società contemporanee più avanzate.
Giusto. Peccato che gli unici assenti dal dibattito siano i politici, coloro che qualcosa la potrebbero fare, sul serio.
Cominciare a pensare alla costituzione di un polo universitario di eccellenza, ad esempio, magari per non essere sempre al 150° posto delle classifiche mondiali. Oppure la riforma del mercato del lavoro, che al momento condanna al precariato chi esce dall'università, senza avere i relativi benefici economici che una tale situazione dovrebbe garantire (solitamente si paga la sicurezza del posto di lavoro con un minore stipendio, e viceversa). E magari pure qualche misura ad hoc per incentivare la mobilità dei ragazzi, costretti a rimanere in casa con mamma e papà fino ai trentacinque anni, a meno che non vogliano stare a pane e acqua per pagarsi l'affitto.
Ah, che ingenua. Delle proposte fatte sopra, nessuna riguarda il Presidente del Consiglio direttamente, quindi, ma che le dico a fà...



1 dicembre 2009

A.A.A. Er mejo cercasi


Mentre in Italia discutiamo se i laureati migliori debbano o meno lasciare il nostro Paese, c'è chi si rimbocca le maniche (HEC, international business school, Parigi) per attirarli quei cervelli.
E guardate con che video!
P.S. Si ringrazia il digitale terrestre, che nella sua inutilità e inspiegabile anticipo nell'arrivare in Italia rispetto agli altri paesi europei, almeno ti dà BBC world.



30 novembre 2009

E se non ci rialzassimo più?

Mi chiedo (e vi chiedo): è un'usanza tutta italiota, oppure possiamo rincuorarci che succede un po' ovunque, che una che è passata alla ribalta mediatica per il sospetto che intrattenesse una relazione con il Presidente del Consiglio, per giunta quando non era ancora maggiorenne, venga poi pagata per fare l'ospite fissa di una discoteca o per fare la testimonial di un intimo?
E perché, ci siamo scordati di Elisabetta Gregoraci, passata anche lei alle cronache dei rotocalchi (e pure di quelle giudiziarie) dopo aver fatto sesso con Salvatore Sottile, all'epoca portavoce di Gianfranco Fini, alla Farnesina, cioè proprio al ministero degli esteri? Un tal fatto, come minimo disdicevole, le valse la conduzione di Buona Domenica.
E allora, mi sento di dire a Pierluigi Celli, che proprio oggi si rivolge al figlio per chiedergli di andarsene da questo Paese (e che è stato il mio direttore generale ai tempi della Luiss): perché non ci responsabilizziamo un po', e cerchiamo di costruire un'altra coscienza civile nel nostro Paese? Non è grazie a noi che persone come Noemi o la Gregoraci (cui non mi rivolgo personalmente, ma che indico in qualità di ciò che rappresentano) guadagnano, fanno la fortuna di un marchio o di una trasmissione?
Perché, anziché arrenderci, non cerchiamo di costruire L'alternativa?
Vogliamo davvero aspettare il tracollo definitivo del nostro Paese? Il rischio potrebbe essere quello di non rialzarsi mai più...