
La pillola del giorno dopo non è abortiva, e per saperlo non ci vuole una laurea: basta farsi un giretto su Wikipedia prima di mettersi a scrivere.
E' chiedere troppo?

Fatemi capire: campane a lutto, funerali per feti (che invece sono embrioni), dichiarazioni di guerra (poi ritirate) per non far approdare nei propri ospedali la Ru486...
Maurizio Belpietro su Libero di oggi:Si, lo ammetto: ieri ho sbagliato. La prima pagina sulla Bonino non andava bene: sotto al titolo principale avrei dovuto pubblicare la fotografia di Emma mentre trafficava tra le gambe di una donna e la aiutava ad abortire con una pompa di bicicletta, e invece non l`ho fatto. Non ho avuto lo stomaco. Ho pensato ai lettori che ogni mattina vanno all`edicola e a cui già dispensiamo quotidianamente lo schifo della politica e mi sono chiesto: ce la faranno a reggere un`immagine così forte in prima? Mi sono risposto di no: meglio non urtare le coscienze, preferibile pubblicarla dentro.Caro Belpietro, hai sbagliato. Avresti dovuto pubblicare quella foto, per fare vedere a tutti, anche a chi in quegli anni non c'era, come si praticavano gli aborti. Prima della vittoria radicale, prima della battaglia che la Bonino, Spadaccia e tanti altri radicali hanno portato avanti con la disobbedienza civile, cioè autodenunciandosi, che è l'esatto contrario del nascondersi.
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