Visualizzazione post con etichetta Maurizio Belpietro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maurizio Belpietro. Mostra tutti i post

13 luglio 2011

La "notizia" di Libero


Leggendo questo articolo su Libero ho cercato di ricordare un'eventuale conoscenza con tale Francesco Specchia. No, perché tanto astio accompagnato da una mancanza totale di argomentazioni sensate mi può solo far pensare che a un aperitivo posso avergli risposto "no, grazie" alla sua offerta di un cocktail, oppure che gli ho tirato un due di picche in discoteca.
Specchia infatti prova a costruire una notizia attorno alla mia dichiarazione:
Michele è disposto a restare in Rai per un euro a puntata? Per quanto mi riguarda il lavoro deve essere retribuito: mi appassiona, ma devo pensare anche a campare!
Ora, sfido chiunque a trovare una contraddizione in un'argomentazione del genere. Anche stare qui a spiegare perché il lavoro debba essere retribuito mi fa ridere, e quindi evito. Ci tengo solo a sottolineare che quelli di destra hanno la malsana idea che quelli di sinistra vadano avanti a bacche e latte appena munto, e quindi non abbiano bisogno di soldi per sopravvivere. Purtroppo ci servono, e quindi a un lavoro - solitamente - deve corrispondere uno stipendio, che uno voti Bersani o Berlusconi.
Ma Specchia non demorde, e dopo che sorvola su tante cose, fra cui
la semantica della dichiarazione;
l’idealismo zoppo di un’ “appassionata” praticante/ giornalista che si permetta il lusso di rifiutare Annozero a un euro;
il fatto che probabilmente, così come è emersa dall’anonimato grazie alla visibilità santoresca, l’Innocenzi vi si reimmergerà presto, ondina elementale del giornalismo, come già accadde a Margherita Grambassi, a Beatrice Borromeo e a qualsiasi altra ragazzina caruccia e col birignano a cui Michele abbia voluto concedere la vanità della telecamera;
una polemichetta frustra che potrebbe andar bene -forse- per qualche cronaca di gossip.
finalmente arriva alla domanda esistenziale:
qual è stato il ruolo di Innocenzi nella storia del servizio pubblico italiano?
Fra le risposte cita queste due:
Di Giulia Innocenzi, oltre alla capacità di eloquio nasale alla Lisa Simpson, non si sa molto.
Al confronto, per simpatia trasudante, la Palombelli sembra Monica Vitti.
E finalmente riesce a portare il lettore alla conclusione:
Il fatto che qualcuno, oggi, parli di Giulia rimane un mistero che pagheremmo per disvelare.
Ecco, caro Specchia, anche per me un articolo di tanta pochezza rimane un mistero, e visto che proprio di un aperitivo o della conoscenza della tua mirabile persona non ricordo, ti domando: ma non è che a Belpietro ancora brucia e ti ha commissionato un articolo di siffatto squallore? Deve essere veramente frustrante fare il giornalista a queste condizioni, ed è per questo che la chiudo qui e non infierisco più. Magari proverò a consolarti a un aperitivo (dopo che, però, avrai deciso di fare il tuo mestiere con una certa decenza).


17 marzo 2011

Il mio cane si è offeso


Per chi si fosse perso l'intervista a Vanity Fair. Avrei preferito la foto con Frida, la mia cagnolina, ma hanno scelto di pubblicare quella più fighetta.
Lei ci è rimasta un po' male... Magari uno di questi giorni la pubblico sul blog, così tanto per consolarla.


13 febbraio 2011

Professione Belpietro

Oggi su Il Fatto quotidiano:
Caro Belpietro, mentre noi oggi saremo compatti in piazza per ottenere il cambiamento del sistema che parta dalle donne, voi sarete lì, sempre di meno e sempre più avvelenati, a difendere un castello di sabbia che sta per essere inghiottito inesorabilmente dalle onde.



12 febbraio 2011

Esempio calzante


Grazie Belpietro, dico davvero. Ieri ci hai spiegato perché domani bisogna scendere in piazza: contro i maschilisti come te che per attaccare una donna utilizzano stereotipi sessuali.
Complimenti per la professionalità e la risposta sui contenuti da me proposti.


Coda di paglia

Non è che Belpietro si è sentito tirato in ballo quando ho parlato dei prostituti nel giornalismo, e quindi ha provato a tirarmi addosso il suo fango?


22 gennaio 2010

Belpietro, lascia decidere il lettore

Maurizio Belpietro su Libero di oggi:
Si, lo ammetto: ieri ho sbagliato. La prima pagina sulla Bonino non andava bene: sotto al titolo principale avrei dovuto pubblicare la fotografia di Emma mentre trafficava tra le gambe di una donna e la aiutava ad abortire con una pompa di bicicletta, e invece non l`ho fatto. Non ho avuto lo stomaco. Ho pensato ai lettori che ogni mattina vanno all`edicola e a cui già dispensiamo quotidianamente lo schifo della politica e mi sono chiesto: ce la faranno a reggere un`immagine così forte in prima? Mi sono risposto di no: meglio non urtare le coscienze, preferibile pubblicarla dentro.
Caro Belpietro, hai sbagliato. Avresti dovuto pubblicare quella foto, per fare vedere a tutti, anche a chi in quegli anni non c'era, come si praticavano gli aborti. Prima della vittoria radicale, prima della battaglia che la Bonino, Spadaccia e tanti altri radicali hanno portato avanti con la disobbedienza civile, cioè autodenunciandosi, che è l'esatto contrario del nascondersi.
Invece no, hai preferito non pubblicarla, per non ammorbare ulteriormente il lettore, già pieno dello "schifo quotidiano della politica".
Quello che non hai voluto pubblicare è una delle pagine più di valore della nostra storia: gente che ha impegnato la propria vita per battaglie politiche per i diritti e le libertà di tutti, anche le tue. E che hai voluto negare ai tuoi lettori. Dai loro un po' più di fiducia, vedrai che non verrai deluso.