Grazie a Paolo Metallo per la segnalazione.
7 luglio 2010
Quanto può reggere il palazzo?

Ritengo non sia degno di un paese civile costringere così tanti disabili a scendere in piazza per la loro stessa sopravvivenza.
Piazza chiusa, si intende, che non sia mai che troppe carrozzelle riescano ad avvicinarsi al palazzo dove i deputati discutono la manovra. Tanto i disabili, se innescano il freno alla carrozzella, possono stare benissimo in salita. E anche se sono tantissimi, centinaia, mai visti così tanti tutti insieme, sotto il sole e con un caldo da far paura, possono benissimo stare ammassati, tutti appiccicati; cosa vuoi che cambi, a loro.
E fortuna che è intervenuto Avvenire, denunciando l'innalzamento della soglia di disabilità dal 74 all'85% per l'assegno di invalidità e le "generalizzazioni fuorvianti" compiute dal governo sui falsi invalidi. Al governo interessa più un trafiletto di Avvenire che centinaia di disabili che evaporano sotto il sole, e c'è quindi da ringraziare il quotidiano della Cei se la norma è stata cancellata.
Chissà che succederà quando i manifestanti de L'Aquila arriveranno là dove sono già ammassati i disabili.
Che il palazzo dove si nascondono i deputati possa finalmente sgretolarsi per le urla e la rabbia dei manifestanti?
Silvio B.
Questo commento al post precedente è talmente bello che ho ritenuto di postarlo:
Anonimo ha detto...
Non buttarti giu' non sei affatto male, e io sono uno che sa apprezzare ogni tipo di donna. Sarei felice se un giorno volessi rivalutare le tue posizioni per unirti a me (in ogni senso). Ti ho incuriosita? Contatta Palazzo Grazioli per maggiori informazioni.
Silvio B.
6 luglio 2010
"Scegli una donna per cambiare"

E basta con questa storia della meteorina, vinsi un concorso di moda e il premio fu quello di partecipare ad alcune registrazioni del Meteo del Tg di Fede. Da allora nessuna comparsata in tv. Ho fatto seriamente politica.
Poco più di 4000 preferenze, 31esima su 32 candidati.Berlusconi: è l’unico che crede e investe sui giovani.
Sì, certo. Investirebbe anche su di me, che sono piatta e non ho esperienze da velina nel curriculum?
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5 luglio 2010
Gini non perdona
L'indice di Gini misura il tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito: più è alto, e più c'è diseguaglianza fra ricchi e poveri.
Nel 1991 in Italia l'indice di Gini era al 29%, oggi al 35.
Se per progresso si intende "il miglioramento delle condizioni di vita per una parte crescente della popolazione", si può tranquillamente dedurre che il nostro paese è regredito.
Evidentemente, chi ci racconta che in Italia va tutto bene fa parte di quel 10% di popolazione che detiene quasi il 45% dell'intera ricchezza netta.
Nel 1991 in Italia l'indice di Gini era al 29%, oggi al 35.
Se per progresso si intende "il miglioramento delle condizioni di vita per una parte crescente della popolazione", si può tranquillamente dedurre che il nostro paese è regredito.
Evidentemente, chi ci racconta che in Italia va tutto bene fa parte di quel 10% di popolazione che detiene quasi il 45% dell'intera ricchezza netta.
Bella scoperta.
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