25 gennaio 2010

Cattolici: avanti tutta!

Ci mancava un po' il Cardinal Bagnasco. Eccolo qui, lanciatissimo:
Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani
Cardinale, voi ci metterete pure tutta la buona volontà di questo mondo (e di quell'altro), ma diciamocelo, vi converrebbe che un po' meno politici si professassero cattolici, visti i loro comportamenti ben lontani dalla fede.
Ma sentiamo un po' come continua il Cardinale, dove vuole arrivare:
vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti.
Ah, ecco cosa voleva dire, Cardinale: visto che la generazione attuale ha fatto solo un gran casino su testamento biologico, imposizione della religione cattolica a scuola per tutti, astinenza anziché contraccezione, senza però raggiungere grandi risultati, ci vuole una nuova generazione di cattolici, bella incattivita, che possa segnare il destino di tutti, ma proprio tutti, nessuno escluso.
Certo Cardinale, ora mi è tutto più chiaro.
Che Dio che ne scampi.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

E' proprio questo il problema. Le gerarchie cattoliche proprio non riescono a concepire che possano esistere altri modi di vivere, essere, pensare, oltre al loro, che ritengono superiore e imponibile. Questo è il problema alla base di tutto, soprattutto in italia.
LUCA

Piero Signani ha detto...

E' incredibile quanto la chiesa ancora oggi nel 2010 debba influenzare così tanto lo Stato.
Il principio di laicità dello Stato è quotidianamente prevaricato da questi pseudo-soldati eclessiastici.

Devo dire che l'unico del centro-destra ad opporsi a questa continua interferenza sia Fini,speriamo sia ascoltato di più dai suoi colleghi.. :)

Ciao Giulia,continua così! ;)

Gianluca ha detto...

Io non capisco se intemdiate i cattolici o chi si professa tale come una massa di pecoroni che segue, per partito preso, quello che i Cardinali o la gerarchia dice.
Non è così. La fede è innazitutto un fatto personale. Quindi la scelta o le indicazioni da seguire non sono scontatamente prese per buone. Basterebbe leggere anche la Fides et Ratio di Giovanni Paolo II. Non si spiegherebbero figure come Mons. Oscar Romero (pur attento al rispetto dlla gerarchia), padre Arupe o, molto più semplicemente, don Puglisi o padre Popieluszko.
I cattolici in politica possono starci e, in casa nostra, mi sembra che l'esempio di Rosi Bindi non possa essere paragonato a a quello di tanti altri che si professano osservanti e poi, in realtà, sembrano tutt'altro.
Bagnasco dica pure quello che vuole, spetta poi al credente vivere secondo la sua coscienza e secondo fede

Anonimo ha detto...

Certo, i cattolici in politica possono starci; ci mancherebbe altro! Qui nessuno parla di eliminarli dalla scena politica. Ma quella frase: 'segnare il destino di tutti' racchiude un po' il loro modo di vivere e vedere le cose (parlo dei "capi", i vescovi, e via dicendo). In quella frase non c'è rispetto per gli "altri", rispetto che sta alla base della democrazia e, in teoria, della religione cattolica. Il problema è che nei secoli passati hanno tenuto sotto le masse, e ora proprio non gli va giù che aumentino sempre più le persone che vivono e pensano diversamente da loro. Vogliono ancora quel potere che avevano in passato. E troppe scelte dei politici, che a parole e leggi sì, li seguono come pecoroni, sono influenzate dal Vaticano. Cosa c'entra tutto questo con l'insegnamento di Gesù?
Proprio perchè la fede è un fatto personale, e io mi ritengo cristiano, non devono imporre, o sperare d'imporre nulla. Basta, se ne facciano una ragione. E' un po' come se arrivassero i testimoni di Geova, o quelli che credono ai rettiliani, e volessero segnare il destino di tutti. Vivi, lascia vivere, rispetta il prossimo e le diversità; il resto sono giochi di potere.
LUCA