4 dicembre 2009

"Non se ne può più". Tutti d'accordo

Il Presidente del Consiglio ha commentato così la puntata di Annozero andata in onda ieri sera, dedicata al caso Mills, all'apertura del Consiglio dei Ministri:
Non è possibile andare avanti con questi processi mediatici, è ora di finirla. E' la solita messinscena.
Tutti d'accordo. Vogliamo recarci allora nelle aule giudiziarie a fare questi processi? Anche perché sono questioni talmente tecniche, che ieri ho capito ben poco del merito della questione.
L'unica cosa che mi è chiara è che dopo la bocciatura del lodo Alfano (che ha seguito la bocciatura del lodo Schifani), il Parlamento è al momento occupato dal processo breve, o addirittura dal legittimo impedimento esteso.
Vorremmo tutti liberarci di questioni che riguardano solo lei, possibilmente senza passare per l'immunità o per l'impunità.



8 commenti:

Anonimo ha detto...

D'accordissimo sul fatto che sto processo si debba finalmente fare in aula di tribunale. Ma davvero, Giulia, hai capito ben poco di quello che è stato detto ieri??? Per me è stato tutto abbastanza chiaro, e non sono un giurista. Quando si parla di fatti e sentenze che riguardano il nostro presidente del consiglio (sigh), credo che sia diritto dei cittadini essere ben informati.Non è questione di ''processi mediatici''. Certo, poi in studio c'era Ghedini che faceva di tutto per non far capire, citando codici, numeri, codicini, parlando sopra, urlando, cambiando discorso; ma non credi che i cittadini abbiano il diritto di conoscere questi fatti? Io non sono d'accordo sul fatto che non se ne possa più di processi mediatici, anche perchè quello di ieri non voleva essere un processo, ma aveva lo scopo di informare su fatti di cui nessun tg parla.
Luca

Giulia Innocenzi ha detto...

L'aspetto negativo dei "processi mediatici" è che si entra in cavilli troppo addentro al fatto per essere chiari a tutti, e succede proprio perché, come dici tu, c'è tutto l'interesse a non far capire niente.

Gianluca ha detto...

Il processo mediatico o è basato solo sugli atti processuali (ma allora dobbiamo parlare di Un giorno in Pretura) oppure è soltanto una "carnevalata" con tanto di plastici o persone che "non ho letto le carte, ma posso dire che...".
Ieri si è cercato di spiegare la cosa dal punto di vista tecnico per dimostrare che non si tratta di meri teoremi o castelli di sabbia. Il giudizio poi di una trasmissione tv non sarà quello che dovranno fare i giudici, ma riguarderà l'aspetto "morale" o "etico" cge è di competenza del cittadino-elettore.
Consiglio comunque la lettura del testo di Gomez-Mascali (ed. Chiarelettere).
A me preoccupa il fatto che il calendario delle priorità sia dettato dagli "imprevisti" di Berlusconi.

Anonimo ha detto...

Vero Giulia. Poi si lamentano che non c'è il contraddittorio. Sono convinto che, anche se la trasmissione di ieri fosse stata mandata a reti unificate per tutto il giorno, nessun elettore del pdl (e in particolare di Berlusconi) avrebbe cambiato la propria opinione politica.
Si tende a credere a quello in cui già si crede, anche se basato su assurdità; forse per bisogno di rassicurazione.
Luca

Anonimo ha detto...

Sono d'accordissimo sia col post principale scritto da Giulia che con quel che ha scritto Luca. Purtroppo certi ospiti (sempre gli stessi) fan di tutto per creare confusione e non far capire nulla. Il programma, al contrario di quel che dicono il Presidente del Consiglio e i suoi discepoli, è molto ben fatto, comprensibilissimo anche ai meno istruiti e, a differenza di altri programmi Rai (per non parlare di quelli Mediaset...) lascia spazio a tutti. Tant'è vero che ieri sera c'erano in studio più "difensori" che "accusatori".
Comunque se prima o poi il Presidente del Consiglio si presentasse in tribunale, anzichè inaugurare gallerie, sarebbe ancora meglio.
Andrea.

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Salve,

tramite il blog Metilparaben sono arrivato sul suo blog.
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Cordiali Saluti