15 dicembre 2009

Sotto l'albero

In ufficio si ricevono tante cose, soprattutto sotto il periodo delle feste, con regalini letterine souvenir, che nel migliore dei casi finiscono in un cassetto.
Questa volta, quando ho aperto la busta, ho visto il Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri, e il primo pensiero che mi è venuto è stato: ma come ho fatto a finire nell'indirizzario dei carabinieri? Sono stata schedata?!
Nella busta c'era una lettera, l'ho letta.
Riporto qui una delle frasi che mi hanno più colpita:
L'essere attento o l'affrontare le tematiche radicali, leggere magari i libri di Travaglio o comunque non avere posizioni uniformate sul cliché della retorica militare o di chi veste la divisa, mi "qualifica" - a detta anche di colleghi - come un contestatore.
L'avere idee diverse certo non mi qualifica come migliore di altri che fanno il mio lavoro né, a dirla tutta, con ciò "sputo nel piatto in cui mangio".
Credo nel mio lavoro, sono orgoglioso di avere una divisa, ma credo anche che non ci si possa fermare solamente alla superficie delle cose. Tutto qui.
Non so perché, ma i regali dei "contestatori" sono sempre più ben accetti di quelli di tutti gli altri.
Hanno un che di più pensato, di più sentito, e fanno sembrare che c'è qualcuno che crede che qualcosa di diverso ci possa essere, che non tutti accettano la realtà così com'è.
Chissà, magari sono solo suggestioni.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco, Giulia, e come mai i colleghi di questa persona secondo te accettano con difficoltà le sue diverse opinioni? Come mai ne parlano come di un ''contestatore'' o di un eversivo?
Non sarà forse che qualcuno dall'alto gli martella il cervello con questi slogan d'ODIO continuo verso tutti coloro che criticano?
Vogliamo parlare di Feltri, di Cicchitto oggi? Silvio Berlusconi ha basato la sua vita politica sull'odio e oggi scrive che l'amore vincerà sull'odio. Ma speriamoooo!!!!
Luca

Gianluca ha detto...

Vuoi per ironia vuoi per intima convinzione di chi osserva, vedere che qualcuno si chiede come stanno realmente le cose, non sempre è visto come elemento positivo ma come contestazione fine a se stessa. Anche qui ovviamente bisogna vedere come le obiezioni (nella sostanza e nella forma) vengono fatte.
Avere una divisa non vuol dire non essere cittadini e persone.
Il grosso merito è che per fortuna, ci sono persone od occasioni che permettono alle persone (in senso generale) di pensare...