25 maggio 2010

Dedica all'Italia

Elio Germano:
C’è una parte del Paese che si mette a servizio della collettività e una parte che la collettività la mette al suo servizio. Il vero discrimine sta tutto lì. [...] Ci stanno togliendo le occasioni per stare insieme: le piazze sostituite dai centri commerciali, se vai a una manifestazione passi per terrorista, se vai allo stadio è a tuo rischio e pericolo... La nuova urbanistica è funzionale alla disgregazione della collettività. Bisogna ritrovare l’orgoglio dei "noi", costruire dal basso una nuova partecipazione.
Che bell'esempio di impegno civile. Ricorda un po' i tempi di quando tutti si dedicavano alla cosa pubblica, senza pensare che a occuparsene dovessero essere soltanto quelli al potere.
Speriamo sia contagioso.


2 commenti:

Spulci ha detto...

Elio Germano ha mostrato un forte senso di attaccamento alla realtà; ha rappresentato in poche parole immediate il senso della vita quotidiana di tante persone oneste, semplici che fanno ogni giorno qualche cosa di concreto con idee, impegno e senso di responsabilità. E' l'Italia della gente che lavora, la vera Italia del "fare", molto lontana per visioni e obiettivi dalla attuale classe politica (nella quale però son certo ci sono ancora tante buone e valide eccezioni, Giulia in primis per l'impegno e la passione che mostra) con cui fatica a trovare qualche punto di contatto

Gianluca ha detto...

Il commento del serafico Bondi: "Mi è dispiaciuto che abbia colto l'occasione per polemizzare con il suo Paese. E' legittimo ma inopportuno".

Premesso che la polemica non era con "il suo paese", ma con la classe che lo governava, on. ministro poeta Bondi, non sarebbe stato altrettanto legittimo il suo dissenso verso il film "Draquila" quanto altrettanto inopportuna la sua assenza al Festival?"