11 febbraio 2010

Paradosso partitocratico

La delibera adottata dalla Commissione di vigilanza Rai mi ha colpita non solo in qualità di diretta interessata all'eventuale sospensione di Annozero nel mese precedente le elezioni, ma anche in qualità di radicale. Mi sono trovata nel programma fermato contro la sua volontà e nel comprendere (o nel tentativo di farlo) le motivazioni radicali che hanno spinto Beltrandi a presentare quel regolamento.
Sono arrivata a questa conclusione.
La motivazione di Beltrandi è chiaramente giusta e dovrebbe far riflettere tutti: il problema dell'informazione è fondamentale per una democrazia, e a tutti i rappresentanti politici dovrebbe essere garantito uno spazio equo in nome del pluralismo.
Sarà snaturata la licenza di arbitrio assoluto di cui i conduttori hanno goduto sino ad oggi.
Beltrandi ha ragione: i conduttori degli spazi di approfondimento politico non possono invitare chi quando e come vogliono i rappresentanti dei diversi partiti, ma dovrebbero conformarsi a delle regole, vista la loro responsabilità (tutti consci del fatto che l'80% degli italiani si informano attraverso la tv).
A questo punto bisogna chiedersi quale possa essere la soluzione. Eliminare quei programmi nel periodo sensibile pre-elettorale potrebbe esserlo?
Io non credo. Anzi, ritengo che nel mese precedente alle elezioni importanti non si possa sospendere il servizio pubblico dell'informazione televisiva, quello delle inchieste giornalistiche, quello che mette gli interlocutori politici di fronte a problemi e fatti reali del nostro paese.
Un esempio radicale, giusto per inquadrare la situazione: come fare per parlare dell'indecente condono compiuto dalla Lega Nord sui manifesti abusivi, ad oggi denunciato soltanto dal segretario di Radicali Italiani Mario Staderini?
Lo strumento che propone Beltrandi sono le asettiche tribune politiche, come tutto, soprattutto in questi casi, gestite dai partiti. Non starò a dire, come ha fatto Battista sul Corriere, che tanto non le guarderà nessuno, che allontaneranno i cittadini dall'informazione a causa della poca appetibilità delle stesse (anche se questo è un problema), e che significheranno un costo di milioni di euro in termini di mancati ascolti.
Quello che intendo è che a una degenerazione partitocratica (l'occupazione dei partiti dell'informazione, soprattutto in Rai) si risponde con un'ulteriore risposta da parte dei partiti, che vogliono non solo regolamentare, ma addirittura interrompere una trasmissione (perché non si può chiedere a un conduttore con il suo programma, con la sua linea editoriale, di snaturare tutto il suo lavoro e di mettersi a fare un passaparola fra partiti).
Quindi, il paradosso è che proprio chi si batte contro la partitocrazia sia costretto a utilizzare uno strumento partitocratico (la Commissione di Vigilanza Rai, organo composto dai rappresentanti di partito - parlamentari - e che dovrebbe controllare la Rai, cioè l'azienda gestita dai partiti) per garantire un'informazione libera dai partiti.
Un groviglio paradossale, non trovate?




7 commenti:

littlecaesar ha detto...

Un momento. Non l'hanno denunciato solo i radicali. Per una volta ne parla anche il Corriere della Sera, ci sono tanti blog e volontari che agiscono contro le affissioni abusive e denunciano (l'ho fatto nel mio piccolo anche io)... certo, sono d'accordo con te come sia chiaro che questo non basta, e il servizio di informazione lo dovrebbero fare anche i programmi televisivi

Anonimo ha detto...

Come le ha spiegato molto chiaramente Emma Bonino ieri, il regolamento non dice che 'Annozero', 'Ballaro'' o 'Porta a Porta' non possono andare in onda. Dice che per le quattro settimane prima delle elezioni il 50% degli ospiti dovra' essere formato dai candidati alla presidenza delle regioni e il 50 da esponenti di liste politiche che si presenteranno in almeno un quarto delle regioni.

Ovvero, lei (nel senso di Annozero) è libera di parlare di Ciancimino, della vita sessuale di Berlusconi, di quel che le pare, ma deve avere ospiti in studio i candidati alle elezioni regionali. Non mi pare una cosa da dittatura.

Luca Nicotra ha detto...

Ciao Giulia, io penso che se i conduttori pensano che imporre un equilibrio sia uno snaturamento ... beh c'e' qualche problema nei conduttori ...
Comunque ho messo da me le risposte "ufficiali" che francamente mi sembrano molto, molto convincenti, e mi sembra rispondano anche ai tuoi dubbi e alle tue critiche: http://www.lucanicotra.org/sulle-inutili-polemiche-contro-la-fantomatica-sopp

Fabrizio ha detto...

Non saprei, penso che Annozero e Ballarà sono considerati dei programmi scomodi e in tutti i modi cercano di ostacolare il vostro lavoro con stratagemmi. Allora cosa dire di Bruno Vespa o della mediaset? Guarda caso nessuno sembra prendersela con la propaganda della mediaset
Da dove dovrei informarmi allora su chi votare? Dalle tribunette politiche, senza possibilità di un confronto?
Preferisco sinceramente il vostro "pollaio", dal quale ognuno può sentire sia uno schieramento che l'altro. Stanno cercando di mettere paletti sia sul web che sulle trasmissioni libere come la vostra, e ci stiamo abituando pian piano.

Radicale Ignoto ha detto...

Avete visto cosa succede se solo si chiede di rispettare la legge?
Bene. Adesso pensate a cosa accadrebbe se si osasse chiedere oggi la vendita sul mercato di tutta la RAI o almeno una drastica riduzione delle sue attività?
Credo, da cittadino, che la cosa ci sia un tantino sfuggita di mano...

Rigitans ha detto...

Giulia, qui non si vuole chiudere Annozero.
Se Annozero chiama politici, allora Annozero deve essere regolato secondo le regole della tribuna elettorale. Non fa una piega. Perchè anche Santoro ha il vizietto di chiamare sempre i soliti, tipo Storace (vale un cacchio e una banana, ma che agganci c'ha?), o Castelli...eppure di politici e partiti ce ne sono.

Altrimenti Annozero non invita politici e fa solo giornalismo e informazione. Scelga Santoro, scelga Raidue come gestire il programma.

Bisogna dar spazio a tutti, radicali compresi che si stanno giustamente lamentando, ma anche formazioni come i Verdi, Sinistra e Libertà, la federazione della sinistra, ma anche formazioni meno conosciute, penso al partito liberale tanto per fare un nome.

Se la gente non sa nemmeno che esistono certe formazioni, come fanno a votarle?
Questo è un problema serio, che non garantisce pluralismo, quindi non garantisce democrazia, quindi non garantisce libertà, e alla fine nemmeno legalità.

blog.libero.it/rigitans

Larry ha detto...

Giulia, cavolo, com'e' possibile che anche tu non abbia capito nulla (o, peggio, faccia finta di non capire) sulla mozione di Marco Beltrandi?

Le trasmissioni NON DEVONO ESSERE ABOLITE, ma devono seguire una tra 4 scelte:
- dare equo spazio a tutti i candidati (rispettare la par condicio)
- dare spazio alle tribune elettorali "all'antica"
- non parlare di politica e dedicarsi ad altro
- non andare in onda

Ti sembra che questo significhi essere eliminate?
Tutt'altro, la decisione eventuale dell'autoeliminazione, e' solo 1 delle 4 disponibili.

Datti un po' una svegliata