6 marzo 2010

Roba di burocrazia

I dietrologi hanno ipotizzato che dietro il ritardo nella (non) consegna della lista del Pdl nella provincia di Roma ci fossero le divisioni all'interno del partito fra Forza Italia e Alleanza Nazionale e una guerra fra potenti locali con la volontà di cambiare l'ordine dei candidati in lista. Tutto smentito dai piani alti del Pdl, ovviamente, che hanno ripiegato sull'eccessiva burocrazia, rea di soffocare la democrazia.
Avrà ragione il Pdl a smentire il chiacchiericcio? 
A guardare Gianfranco Fini un'ora prima dello scadere della consegna della lista si direbbe di no. Nelle foto pubblicate da Rocco Berardo sul suo blog si vede il Presidente della Camera chiaramente concitato dopo aver letto un "pizzino" consegnatogli nel bel mezzo di un convegno, costretto quindi ad assentarsi proprio prima del suo intervento per risolvere il problema presentatogli in quel bigliettino, e rientrato solo dopo aver trattato il caso.
Cosa ci fosse scritto in quel bigliettino consegnatogli da un suo assistente non ci è dato sapere. Ma di sicuro si trattava di qualcosa di grave. 
Comunque possiamo stare certi che non si trattasse di un problema di burocrazia. No, per quelle robe lì il Pdl lascia fare a gente come Millioni.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma la frittata l'hanno fatta i lor signori, che poi hanno cercato di correre ai ripari, in fretta e in furia, con caos dei pasticci.

Appare ovvio che il Presidente Fini non abbia gradito del tutto, lui queste cose le digerisce mal volentieri, essendo preciso, attento e metodico.

Certe leggerezze sono dure da accettare e rappresentano quella che è la ormai realtà odierna del Pdl

Dopo quanto accaduto, una linea di discontinuità non farebbe del tutto male..

Andando oltre, ogni giorno se ne scoprono di tutti i colori.
Questo Paese sta diventando lo zimbello d'Europa.
Problemi mai risolti, scandali di ogni forma e genere che vanno oltre il surreale, corruzioni comprese, museruole ai principali programmi di intrattenimento, polemiche a non finire, ecc.
Spero solo che non diventi la normalità e che tutto il resto non sia mai noia.

Il tuo omonimo al maschile
Saluti
Giulio

Gianluca ha detto...

Regole scambiate per burocrazia soffocante, TAR visti come organi estranei al sistema democratico, ossequiosi quanto formalistici richiami al Colle, suvvia l'importante è salvare unicamente il proprio "particulare".
Abbiano il coraggio di giocare a volto scoperto, senza mantarsi di sacralità e rispetto per una funzione (quella politica) che stanno svilendo e svuotando di ogni contenuto.
Inziamo a rispettare la maggiornza che ha votato quei referendum che poi sono stati di fatto "aboliti", e poi ma solo poi veniteci a parlae della maggioranza e delle regole del vostro gioco democratico