1 marzo 2010

Cosa c'è che non va? Parola ai pidiellini

Il Pdl che non presenta la lista nella provincia di Roma, la Polverini che denuncia i Radicali per violenza privata, la lista di Formigoni che non viene ammessa.
Penso che dovremmo preoccuparci tutti se nel partito di maggioranza del paese c'è qualcosa che non va.
Ho chiesto che ne pensa ad Andrea di Sorte, coordinatore dei club della libertà (alcuni di voi lo ricorderanno in qualità di ospite di Annozero).
Ecco qui sotto l'Andrea pensiero:
Sinceramente non ci capisco più niente, dopo quello che è successo nella presentazione delle liste PDL alle regionali faccio fatica a concentrarmi su altro. Sono esterrefatto del modo in cui la classe dirigente del mio partito ha gestito “un affare” così importante. È risaputo che presentare le liste è cosa delicata. Io ho fatto un turno di notte nel 2008 per presentare il simbolo del Popolo della Libertà al Viminale; avevamo prestabilito i turni per non perdere il posto. Anche i muri sanno di come vanno certe cose. Ma andiamo oltre.
Domenica mattina ero alla presentazione della campagna elettorale di Roberto Formigoni al Teatro dal Verme a Milano. Ero defilato, in alto alle gradinate e mentre si susseguivano gli interventi io leggevo i giornali quotidiani. È lì che ho notato con stupore l’articolo di Sara Giudice e Pietro Tatarella su Corriere della Sera che denunciavano la scarsa rappresentanza di giovani nelle liste lombarde del PDL. A quel punto telefono a Pietro, che è un mio caro amico, per complimentarmi con lui. “Ciao Pietro volevo farti i complimenti, hai avuto coraggio a dire certe cose. Per quello che può servire, sappi che sono in piena sintonia con te. Vediamoci, sei qui da Formigoni?”. “Sono in giro con i manifesti di Formigoni. Stamattina ho in programma di farmi tutti i mercatini per la città con i ragazzi”.
Ecco Giulia, questi sono i nostri giovani. Pietro Tatarella è un consigliere di zona a Milano, uno degli eletti più votati. E come lui ce ne sono tanti in giro per l’Italia. Quando giro le province con i Club della Libertà e vado alla scoperta dei talenti non faccio fatica a trovarne. Siamo tanti, siamo motivati e siamo capaci e, con quasi 20 anni di storia politica alle spalle (Forza Italia è nata nel ’93), siamo cresciuti, ideologizzati e con la giusta esperienza amministrativa alle spalle (che molti dirigenti nazionali non hanno).
Allora cos’è che non va? Vedi Giulia, io non ce l’ho con le “discusse” candidature nei listini regionali, d’altronde se guardi il Lazio abbiamo messo dentro 4 giovani militanti tra cui il coordinatore della Giovane Italia ed il segretario dello YEPP. Io ce l’ho con chi è al quarto mandato in consiglio comunale, con i consiglieri regionali alla quinta, sesta consigliatura, io ce l’ho anche con chi non è in grado di dare un incarico diverso a Formigoni che si appresta a fare il quarto mandato in Regione.
È qui che il partito fallisce. Non è questione di PDL, sono ragionamenti che posso essere condivisi da tutti i partiti. Considera che il Presidente della Provincia di Brescia, della Lega, è anche: assessore al Turismo e Bilancio dell’ente provinciale, Senatore della Repubblica e Presidente di una commissione parlamentare.
La nostra battaglia bipartisan non è quella di chiedere “quote giovani”, ma quella di combattere i tripli incarichi.
Io sono Presidente della Consulta Nazionale dei Giovani Amministratori (ANCI Giovane) e sono tra i più battaglieri quando sento parlare di eliminare il limite del terzo mandato dei sindaci. Secondo me andrebbe messo un vincolo anche nelle Regioni, nelle consigliature, serve dare un segnale che chi governa non può farlo a vita. La politica non è un lavoro a tempo pieno, serve ricambio, fa bene alle istituzioni, fa bene alla gente.
Ma possiamo farlo solo se abbattiamo i muri della politica. Siamo pronti?



10 commenti:

Tiziana Maccarri ha detto...

Io sono pronta! UNIAMOCI


Tiziana da Catania

Max ha detto...

Sinceramente mi aspettavo anche qualche riflessione sulle candidate(o candidati) fuori sede tipo "la Nicole". Per il resto concordo, soprattutto con la faccenda dei doppi e tripli incarichi dei parlamentari. PS: La lista del PDL nel Lazio è stata esclusa. Chi lo sa se c'era anche la "Telecafona".

Caterina ha detto...

20 anni di Forza Italia...sono bastati pochi mesi di Pdl per cancellare tutto? Purtroppo le grandi idee hanno bisogno di grandi uomini e negli ultimi tempi nel nostro partito c'è gentucola da manovalanza...RIVOGLIAMO UNA CLASSE DIRIGENTE. IO SONO PRONTA AL CAMBIAMENTO!

Anonimo ha detto...

Scusate ma non esiste già una legge che in teoria (perchè ormai solo in teoria, o per i deboli, la legge funziona in Italia) impedisce a Formigoni di ri-ri-ricandidarsi?
Comunque è più forte di me, non lo faccio per provocare, ma devo dirlo: ogni volta che leggo, o sento parlare, un giovane pidiellino, non posso che notare la loro profonda ingenuità. E questo vale per le persone perbene (come credo sia DiSorte), che credono realmente in quello che fanno; credono purtroppo che ai vertici del pdl ci sia chi pensa al bene del paese.
Perchè non vi sganciate da questa gente, e non create un VERO centro-destra? Ma forse qui, ora, l'ingenuo sono io.
LUCA

Andrea Di Sorte ha detto...

Non c'è ne in teoria ne in pratica. Il vincolo di mandato esiste solo per i sindaci ed i presidenti della provincia.

Vincolo che peraltro alcuni poteri forti vogliono togliere ogni volta che si avvicinano i turni elettorali amministrativi (www.anci.it per credere).

Caro Luca, dopo il crollo del muro di Berlino, sono crollate le ideologie per cui, mentre prima appena nascevi sapevi dove avresti votato (o a destra del muro o a sinistra), adesso il voto è mobile e non legato alle ideologie "pure", quanto alla fiducia che hanno nei leader dei vari partiti.

Così nasce Forza Italia ed il Berlusconismo. L'ideologia madre nel '94 però c'era ed era quella della rivoluzione liberale. Cosa si intende per la rivoluzione liberale? Meno burocrazia, più mercato, più concorrenza, liberalizzazioni, più trasparenza, meno "carta" e più internet, meno assistenzialismo, meno tasse. Sono ideologie che anche Angelo Panebianco definì 'povere', ma che sono determinanti per la crescita di un solo in parte ammetto.

Ma quello che non ammetto è quello che insinui. Nel centrodestra ci sono capacità e c'è esperienza. Abbiamo degli obiettivi uno su tutti la Repubblica presidenziale. Come avviene per i Sindaci, i Presidenti di Provincia e di Regione, il prossimo presideDobbiamo passare dal bicameralismo al monocameralismo. Una camera dei deputati ed una del senato che tratti materie relative alle autonomie locali. Non può succedere che per una sciocca navetta una iniziativa di legge parlamentare stia in Parlamento 3-4 anni per essere approvata. Dopo tutto questo tempo può essere attuale? Può risolvere i problemi?
Questo e molto altro c'è nel centrodestra.

Un consiglio Luca: la sinistra ed il centrosinistra è passato dal Comunismo all'antiberlusconismo.
Come può essere credibile? Gli uomini che hannodecretato la fine del Comunismo alla bolognina sono sempre gli stessi: Fassino, D'Alema, Vetroni e Bersani...
E non parlatemi di Di Pietro. PLEASE

Michele Amitrano ha detto...

Mah si sembrano un pco naïves queste constatazioni. Quanto alle riforme menzionate dal Di Sorte sono pure condivise dall'opposizione. Ora si tratterebbe di fare uno sforzo e sedersi. Ma se non si è fatto la colpa è di entrambi non di uno solo.

Quanto alle ideologie ed i valori mah. Io ne vedo pochi e non mi pare che siano anche priorità di governo. Anzi. Magari ci fossero.

Qui rimbrottaimo contro la Corte Costituzionale "komunista", manetre in Francia il bolscevico-leninista Sarkozy ne aumenta i poteri. Anzi il compagno Nicolas non contento rafforza i diritti delle coppie di fatto e tutela le minoranze linguistiche storiche (cosa nno da poco per chi conosce la situazione lingusitica francese e la valenza che danno al concetto di égalité).

Ecco questo fanno i comunistissimi gollisti francesi. Che a modo loro cercano di interpretare un paese moderno. Qui che facciamo?

Michele Amitrano ha detto...

Andrea, a sinistra oltre ai bravi scolaretti c'è gente che sta lottando per un cambio di classe dirigente. Eccome no. A destra c'è questa volontà? Tu sembri suggerire una risposta positiva.

Andrea Di Sorte ha detto...

Io credo che c'è una volontà bipartisan di cambiare la classe dirigente. Per questo ho lanciato il mio appello: uniamoci, ma senza stare a vedere i partiti di provenienza, serve un fronte comune. Ma siamo in grado di organizzarlo?

Io ci sono.

Alessandro Iovino ha detto...

Caro Andrea,
condivido e sottoscrivo idealmente il tuo intervento sull'imbarazzante mancata presentazione delle liste nella regione Lazio secondo le regole vigenti.
Urge, e di questo il presidente Berlusconi è fermamente convinto, una repentina rivoluzione all'interno del partito, non tanto per scalfire alcune consolidate gerarchie ma per continuare a dare nuovo linfa alla grande sfida politica intrapresa da Berlusconi poco più di un anno fa con la nascita del Pdl.
A presto

Anonimo ha detto...

Caro Andrea, innanzitutto grazie per la risposta. Però ho dato un'occhiata in giro per la rete e mi è sembrato di capire che la legge che vieta di ricandidarsi dopo due mandati è vincolante su tutto il territorio nazionale. Quindi ne deduco che Formigoni, ma anche Errani del PD, non possono ricandidarsi.

Per quanto riguarda l'appartenenza ad ideologie dalla nascita prima della caduta del muro, ben venga che ci sia stato questo cambiamento di cui parli, sempre che ci sia stato.
A me sembra che anche oggi la maggior parte delle persone si leghi ad un partito come se fosse una squadra di calcio, e ne diventa tifoso, senza minimamente interessarsi di quello che fa, di cosa avviene al suo interno; senza, cioè, mantenere uno spirito critico nei suoi confronti.

Mi parli dell'ideologia madre di Forza Italia, di questa rivoluzione liberale, ma dove sta ora? S'è realizzata? C'è davvero più mercato, c'è davvero più concorrenza? Non sono un esperto di queste cose sinceramente, ma per quanto riguarda i campi in cui Berlusconi è anche imprenditore, il mercato, e la concorrenza sono state ridotte ai minimi termini in nome del suo tornaconto (se vuoi faccio esempi). Trasparenza? Scusami, ma Berlusconi e la trasparenza non vanno proprio d'accordo.
Più internet? Non mi sembra, visto che con mille iniziative si sta cercando di limitare la libertà di far circolare le notizie su internet. Nel pdl ogni giorno mi tocca sentir parlare incompetenti riguardo internet (Carlucci in primis).
Meno tasse? Anche questa è una favoletta. In questi due anni di governo B. non è diminuita la pressione fiscale, anche se ci dicono il contrario.

Sono d'accordo che una legge non debba stare 3-4 anni in parlamento, ma non sono d'accordo sul continuo utilizzo della fiducia per i decreti che passano per il parlamento, facendo forza su una larga maggioranza.

Infine, non credere che io sia di sinistra, anzi. In questo momento sono parecchio spaesato.
Non provo simpatie politiche per le persone che hai citato (D'alema,Fassino,Bersani, e anche Di Pietro).
Credo invece che la sinistra, in questo particolare momento storico, non sia credibile proprio perchè troppo berlusconiana, non perchè anti-berlusconiana: a D'Alema & C. non dà per niente fastidio Berlusconi, anzi. Varie volte l'hanno tenuto in piedi, così come lui ha tenuto in piedi loro. Ormai sono legati da scambi di favori e ricatti.
Non a caso Franceschini in campagna elettorale per le Europee sembrava diventato la copia di Di Pietro, proprio perchè sapeva che l'antiberlusconismo porta voti.
Francamente credo che il berlusconismo sia un'anomalia tutta italiana, e di conseguenza ora abbiamo l'antiberlusconismo, un vaccino che sta montando sempre più in superficie. Su questo la penso molto come il buon Montanelli.
Sono entrambe anomalie; passata la tempesta forse tornerà un paese normale, chissà.
Un saluto
LUCA