6 aprile 2010

AAA Gd cercasi

Vi stupirò: sono d'accordo con Beppe Fioroni.
Che dice:
Basta col feticcio ridicolo del giovanilismo. Così non ci sto, non andiamo da nessuna parte. La giaculatoria [a mettere in pista i giovani per salvare il Pd] si risolve puntualmente nei giochetti del manovratore di turno che si circonda di giovani leve ma soltanto per poter gestire tutto da solo.
Ha proprio ragione Fioroni: i capibastone che si attorniano di giovani leve per urlare "con me tante facce nuove" sono scene da brivido.
Però anche i giovani che fanno tanto per ottenere un posto decisionale, e una volta vinto, non fanno nulla, sono altrettanto da brivido.
A proposito: ma che fine hanno fatto i Giovani democratici?
Dopo la convocazione della direzione di ottobre, alla quale non ho potuto partecipare perché opportunamente convocata in giorno feriale, non ho sentito più nulla.
Se si va a vedere la pagina "Campagne" del sito dei Gd si rimane di stucco per il vuoto di proposta (e protesta).
E tutto il casino delle primarie di ormai un anno e mezzo fa, l'abbiamo fatto per cosa? Per un paio di comunicati dei giovani dirigenti da pubblicare sul sito? Sulla homepage, ad esempio, Parisi si dice preoccupato per l'escalation di violenza in Israele (questo a marzo, ma forse la Pasqua, digestione compresa, ha rallentato un po' l'aggiornamento del sito), e siamo tutti d'accordo con lui, ma qualche sforzo in più, una presa di posizione su qualsiasi argomento dell'universo mondo, si potrebbe fare, non trovate?
Se c'è qualcuno animato ancora da una speranza di mobilitazione, convinto che i Giovani democratici abbiano un senso, batta un colpo.



14 commenti:

Guido Zichichi ha detto...

Cara Giulia,

chi scrive parla per esperienza diretta, essendo stato un fondatore dei GD e un attivo rappresentante nel primo anno di vita dei GD milanesi.

I Giovani Democratici avrebbero un'importanza enorme nel panorama politico italiano, come dimostrano le speranze di tutti i ragazzi che, come me, si sono impegnati seriamente in questo partito perché diventasse un gruppo politico di avanguardia per condurre campagne politiche che venivano ignorate dalla classe dirigente della vecchia sinistra.

Purtroppo però i GD sono stati concepiti per solleticare le speranze dei giovani democratici (qui con la minuscola) per creare un giovanilismo di facciata, utile soltanto a consolidare personaggi già al potere all'interno del partito, nonostante gli errori e le sconfitte.

I GD sono irrecuperabili, grazie al PD e a chi ha deciso, ancora una volta, che i GD dovevano essere terra di spartizione per le correnti democratiche pre-esistenti.

Giulia Innocenzi ha detto...

Un po' di responsabilità anche a chi detiene i posti dirigenziali dei Gd, non la vogliamo dare? Dire che la colpa è del Pd, è ancora una volta deresponsabilizzare i giovani. Contraddizione quindi del fatto stesso di voler creare una giovanile per dare loro spazio e voce.

Francesca ha detto...

Cara Giulia,
sono d'accordo su quanto dici, tanté che ho smesso di frequentare le assemblee regionali GD da un po'.

Mi infastidisce l'idea di doversi autolimitare parlando di GGGGiovani come se non si fosse in grado di entrare nella politica, quella vera, ma dover rimanere solo sullo sfondo.

Perciò l'idea dei GD(nata ricalcando l'eccessiva organizzazione tipica del PD su più livelli territoriali, più segretari, più direttivi...) fa solo comodo ai piani alti per dimostrare quanto questi tengano alle nuove generazioni.

I GD, illusi, continuano a sprecare energie, con riunioni provinciali, regionali, nazionali... insomma, oltre che fatica inutile, anche tanta noia.

Max ha detto...

Finché nel PD ci sarà quel "manovratore" e despota di D'Alema quel partito non darà mai spazio ai giovani. La faccenda dei giovani democratici sembra quasi una "cosa" di facciata simile alle quote rose...

enrico ha detto...

gd: giostra democratica.

Torque ha detto...

Sono un ex Sg, mai entrato nei GD per motivi anagrafici. Ho 34 anni e non credo di potermi giudicare ancora 'giovane'. Comunque, come esperto della materia, trovo la tua lettura dell'intervento di Fioroni la trovo molto interessante.

C'è da sottolineare un aspetto che, a fatica, esula da Fioroni. Partiamo da un presupposto: il rinnovamento generazionale è una inevitabile conseguenza del trascorrere del tempo. Non vorrei che però questo abbia fatto 'impoltronire' molti giovani - "tanto prima o poi ci tocca" - e fatto mettere in prima linea proprio chi sposa la linea dei 'grandi'.
E' tempo di muoversi, di andarci a prendere quello che ci spetta senza chiedere permesso. E' sempre stato rifiutato, nei Ds prima e nel Pd poi, il 'conflitto generazionale', anche se molti dei politici che ci governano arrivano dritti dritti proprio dall'ultimo grande scontro padri-figli che ci sia stato in Italia: il 1968.
Secondo presupposto: i giovani, non solo quelli democratici ma proprio tutti i giovani, sono una risorsa per questo Paese. Si parla tanto di fuga dei cervelli, di precariato ecc. ecc. Eppure siamo portatori di una grandi novità, che potrebbero aiutare a svecchiare il panorama politico, non solo nelle figure ma anche nei temi. Non siamo mai stati ex, non siamo anti, siamo semplicemente i portatori, non solo di un 'nuovo modo di fare politica' - che non è sempre vero -. Ognuno di noi, che piaccia o no, è portatore di un nuovo modo di VIVERE: la vita, il lavoro, la scuola, l'università.
Viviamo sulla nostra pelle tutte le contraddizioni di una generazione che non riesce più a mandare avanti il Paese.

E' ora di rimboccarci le maniche e di mettersi a spingere.

Giulia Innocenzi ha detto...

@Torque: bella la tua immagine dei giovani "impoltroniti". Ne ho visti tantissimi!

Massimo Reboa ha detto...

Forse il povero Raciti, con tanti iscritti (e votanti?) non trova nessuno che gli dia una mano con il sito...oppure il bianco impressionante di quel sito rispecchia solo un vuoto di idee!!!

Guido Zichichi ha detto...

@ Giulia

naturalmente chi detiene i posti dirigenziali dei GD ha collaborato molto attivamente a importare dal PD la logica della spartizione per vantaggio personale, ben sapendo che questo avrebbe significato impedire la nascita di un movimento importantissimo!!!

Fausto Raciti tra l'altro non ha solo la colpa politica di aver concepito un aborto con l'intenzione di ottenerne un vantaggio personale (come la candidatura alle europee che non c'è stata) ma anche la colpa di aver creato un terrificante precedente di mancato ed impunito rispetto di semplici regole democratiche: dalla presentazione delle candidature allo svolgimento delle primarie, dalla gestione delle assemblee alla costruzione della segreteria, dal coinvolgimento della base all'ascolto delle segreterie dei territori.

Come nel caso altri illustri politici del PD di cui si parlava sopra, la catastrofica serie di errori che ha provocato una palese sconfitta culturale, politica (e umana, per quanto riguarda i cuori di chi ci aveva genuinamente creduto) pare non incutere nella propria base di appoggio territoriale il necessario ripensamento sulle sue paventate capacità.

che peccato

Michele Amitrano ha detto...

flerGiulia: scusa ma credo che stai semplificando eccessivamente. In realtà è vero che ci sono dei giovani nati vecchi o che si sono inpoltroniti ecc. E' vero pure che i GD e la Sinistra Giovanile prima sono stati eccessivamente compiacenti nei confronti dei loro vecchi padrini.

Però il punto è un altro, e qui ti sbagli. Fioroni quello che dice, non lo dice tanto per fare il figo accussando questo giovalinismo nato vecchio per cui tocca dare il potere ai "giovani".

Lo dice per un altro motivo. Fioroni e gli altri capi e capetti del PD sono infastiditi non tanto dai ggggggiovani che chiedono spazio quanto da alcuni fastidiosi trentenni (cmq più giovani di loro vecchi capi, che stanno li da 20 anni o più) che pretendono una rottura vera: ossia un cambio generazionale e soprattutto di mentalità.


Ma loro, cara Giulia, i Fioroni vari non vogliono schiodà. La polotrona non la lasciano. Ed il partito va alla deriva. E così nel frattempo il PD sta con la flebo. Non è morto. Manca solo la botta finale. E loro lì.

Pensa che ora hanno pure il ocraggio di parlare candidatura di Fassino al comune di Torino per l'anno prossimo. Ora massima stima a Fassina, ma insomma se fanno così oltre a perdere vuol dire che non hanno capito nulla. Non ricordano il caso Rutelli?

Non sbagliarti. All'interno del PD, non dei GD, c'è un manipolo di gente (non ggggiovane ma semplicemnte più giovane dei vecchi capi) che lotta per questo cambio. Vedi Cristiana Alicata. Giuseppe Civati. Ivan Scalfarotto.

In realtà Fioroni & co. sudano freddo, perchè la loro poltroncina ed il loro poterino non la vogliono abbandonà. Nel frattempo insultano chi non la pensa come loro.

Allora Giulia, i ggggggggiovani e dil loro gggiovanilismo non avranno ragione. Ma davvero pensi che il Baron Fioroni ha così tanta ragione? Ne sei proprio sicura?

Michele Amitrano ha detto...

"E' tempo di muoversi, di andarci a prendere quello che ci spetta senza chiedere permesso. E' sempre stato rifiutato, nei Ds prima e nel Pd poi, il 'conflitto generazionale'."

Bravo Torque. Ed è propio questo che nno volgiono i vecchi baroni di partito. Vogliono lo status quo. Solo che a forza di Status Quo qui i voti scendono. Non sono loroi vecchi capi che devono andarsene quanto noi che dobbiamo convincere gli altri e farli sloggiare.

sergio ha detto...

Cara Giulia, da che sede scrivi?
Quella di Italia Futura, del Partito Radicale, del Pd o della RAI? Se qualcuno si è personalmente rafforzato con le primarie, non mi pare sia Raciti. Come non mi risulta abbia chiesto una candidatura per se (per altri due Gd, se non ricordo male).
Forse ha fallito, ma non ha mai fatto il gggiovane.
Forse qualche sconfitta politica ti brucia ancora...

Guido Zichichi ha detto...

sergio non merita risposte

Giulia Innocenzi ha detto...

@Sergio: sei in grado di argomentare quale differenza comporta nel contenuto di ciò che ho scritto da quale sede scrivo? Se sì, sarei assolutamente interessata nel condividerlo.
Perché sono molto curiosa di comprendere cosa vorresti insinuare.
E' controproducente lavorare in ciò in cui si crede?
L'unico risultato che mi brucia è quello delle elezioni regionali. Le primarie del Pd le ho reputate una grande vittoria: della trasparenza e delle regole (che ho aiutato a far emergere con la mia candidatura).