2 aprile 2010

Don't panic


Preti pedofili, Alfano invia gli ispettori

Non panicate amici.
Gli ispettori sono per il procuratore aggiunto di Milano, capo del pool specializzato in molestie e stupri, che indaga sui sacerdoti coinvolti in reati sessuali.
Figuratevi se ci mettiamo a indagare sui preti pedofili. 
Anzi, bravo Alfano: che nessuno si azzardasse più a mettere il naso fra gli affari dei preti.
Se sono pedofili, poi, men che meno.



4 commenti:

Max ha detto...

Follia pura. Al peggio non c'è mai fine...

Anonimo ha detto...

"It's panic!".. :-)

Questa decisione di inviare gli ispettori mi lascia perplesso e non mi convince per come dovrebbe..

Di recente si è parlato di un uso eccessivo dello strumento delle intercettazioni...

Esiste anche l'eccessivo ricorso agli ispettori?

Delle forme di ripicca(eufemismo) si affacciano all'orizzonte?

Certo lo strumento utilizzato da Angelino è assolutamente legittimo ma lo è pure quello utilizzato per le intercettazioni da chi svolge quotidianamente la propria funzione...

Domanda retorica..
E se l'inchiesta non avesse avuto luogo a Milano, ma in una sede meno prestigiosa, gli ispettori ministeriali sarebbero stati ugualmente inviati?


Saluti
Giulio

Gianluca ha detto...

Bruno Tinti, sullo strumento delle ispezioni, alcuni giorni fa, ha scritto un interessante articolo. Non contesta la legittimità del mezzo, ma dell'uso che ne fa il Ministro di Grazia e Giustizia. L'ispezione, la cui natura riguarda l'organizzazione amministrativa del "Tribunale" (intendendo qui tutti gli uffici giudiziari che esistono in un Tribunale) non riguarda nè può riguardare il sindacato di legittimità sui provvedimenti giudiziari o sui comportamenti disciplinari dei magistrati. Per queste ultimi due ci sono altri mezzi e strade, per perseguirne gli illeciti, l'infondatezza o gli abusi. Nel caso in questione, le dichiarazioni di un PM - potrebbero apparire inopportune o fuori luogo - ma non possono essere il motivo di un'ispezione, semmai si potrebbe iniziare un procedimento disciplinare che è ben altra cosa.
Nel merito della specifica questione, bisogna essere coerenti. La vicenda non dice che non si deve indagare o non si indagherà sui casi di pedofilia dei preti, ma è una denuncia sull'incredibile e inspiegabile immobilismo della Chiesa nel denunciare, alle autorità civili, questi episodi di cui è a conoscenza. La "denuncia" di Forno riguarda quindi le mancate denunce non il fatto che sia stato impossibile indagare.

Andrea ha detto...

Che bello. Una giornalista. E' sempre più raro. Sei bravissima, continua COSì.