11 aprile 2010

Odor di dimissioni

Il cardinal Bagnasco su Il Sole 24 Ore:
I casi acclarati di non governo e di sottovalutazione dei fatti, quando non addirittura di copertura, dovranno essere rigorosamente perseguiti dentro e fuori la Chiesa e, come già accaduto in alcuni casi, dovranno avere come effetto l'allontanamento e il dimissionamento delle persone coinvolte.
Sono solo io, o anche a voi sembra che il Presidente della Cei con questa dichiarazione chieda le dimissioni del Papa?
Non per essere maliziosi o dietrologi, ma immagino che Bagnasco sia al corrente della lettera in cui Ratzinger intima un prete pedofilo a non dimettersi ("altrimenti cosa penserebbe la comunità dei fedeli, un prete così giovane che decide di spretarsi...").
Proprio per il bene della Chiesa, anch'io sarei d'accordo con le dimissioni del Papa.
Altro che incontro con le vittime di preti pedofili: capirai che concessione.
Mah, forse sono tutte suggestioni da giustizialisti. Sicuramente Bagnasco non intendeva questo.
Ahinoi.


4 commenti:

marcomilone ha detto...

a proposito dell'incontro con le vittime

non so se le vittime sarebbero disposte a una seconda manche :)

Giulia Innocenzi ha detto...

Hahaha!

Anonimo ha detto...

Uhm, siamo in 2 ad esser giustizialisti. Perchè pure io ci vedo un 'invito' al papa di abbandonare i palazzi vaticani...
Però i leghisti paladini della vita e dell'amore non lo permetteranno

Anonimo ha detto...

swaluSulla lettera di Ratzinger si dovrebbe leggere l'articolo che ha pubblicato il Fatto domenica, perchè le cose non sono così evidenti e scontate.
Gli errori che sono stati commessi devono essere pagati, senza se e senza ma, anche e soprattutto se a farli è la Chiesa o suoi esponenti. Tuttavia la battuta di "marcomilione" è fuori luogo, per la banalizzazione della pedofila ("seconda manche") e per mancanza di rispetto verso Ratzinger che, se ha colpe, certo non sono quelle di essere un pedofilo.
La posizione di Bagnasco non è in contrasto con l'indirizzo che ha dato Ratzinger per affrontare la questione dei preti pedofili. La De delictis gravioribus è del 2001 ed è firmata dall'allora Cardinale Ratzinger, e lì era "santificata" la prescrizione per cui si deve ridurre allo stato laico un prete o un religioso pedofilo.
Se poi si pensa che debba esserci una norma canonica che obbligare un religioso a fare una denuncia civile, siamo fuori dal mondo. La Chiesa non lo vieta, quindi non capisco perchè debba imporlo canonicamente. Infatti non obbliga neppure il credente che, in confessione, denuncia di aver fatto un omicidio. Non tollero situazioni come quelle raccontate dall'intervista nelle Iene, ma sparare ad alzo zero sul Papa, senza magari conoscere il contesto di quel documento, o fraintendere palesemente le dichiarazioni di Bagnasco, mi sembra francamente troppo. Un conto è la giustizia della Chiesa, un conto la Giustizia terrena, un conto è chi - facendosi scudo di norme religiose - copre reati particolarmente esecrabili.
Ripeto: chiunque, sia un cittadino qualunque o un prelato, deve rispondere non solo del reato che ha compiuto ma anche dell'eventuale favoreggiamento.
Aspetto ancora il politico che si alzi e dica: aboliamo la prescrizione e il patteggiamento per i reati di pedofilia...ma questo è forse un altro discorso.
Appiattire poi la Chiesa sulle posizioni della Lega, sembra appiattire tutto e tutti (curia e credenti, elettori e politici leghisti) in un unica vergognosa masnada di fanatici. Eppure nè la Chiesa nè la Lega sono blocchi monolitici.
O forse in nome della libertà, avere un limite e sapre distinguere, è segno di debolezza e oscurantismo? o peggio di revisionismo?